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di Marco Imbimbo

Avellino – In provincia tiene banco il commissariamento del Partito Democratico, ma anche sul versante del centrodestra le acque non sono calme. Sponda Forza Italia, infatti, continua a tenere banco la vicenda Gambacorta. L’attuale presidente della Provincia continua a cullare l’idea di candidarsi alle prossime elezioni politiche, con conseguenti dimissioni dall’ente di Palazzo Caracciolo. Proprio quest’ultima ipotesi sta creando non pochi malumori nel partito guidato da Cosimo Sibilia. Le dimissioni di Domenico Gambacorta spalancherebbero, infatti, le porte al Partito Democratico che si ritroverebbe catapultato alla guida dell’ente Provincia dopo aver perso le scorse elezioni.

All’interno di Forza Italia si respira malumore e lo stesso presidente Cosimo Sibilia non sembra gradire affatto la volontà di Gambacorta di abbandonare l’ente Provincia, soprattutto dopo il lavoro svolto dal partito in occasione delle ultime elezioni provinciali per conquistare una vittoria che veniva data per certa al Partito Democratico. Anche gli ultimi episodi confermano il malumore all’interno del partito, come quanto accaduto pochi giorni fa a Sant’Angelo dei Lombardi in occasione di un convegno che ha visto la presenza del capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, e del procuratore dell’Antimafia, Franco Roberti. In rappresentanza dell’ente Provincia non c’era il presidente Gambacorta, ma il suo vice Caterina Lengua (Partito Democratico). Un’assenza che non è piaciuta ai vertici di Forza Italia e che, di fatto, ha consegnato la scena al Pd.

Clima teso, dunque, nel partito guidato in Irpinia da Cosimo Sibilia e la sensazione è che, se Gambacorta dovesse insistere sulla sua linea di volersi candidare al Parlamento e dunque dimettersi da presidente della Provincia, rischierebbe di ritrovarsi senza il sostegno del suo partito. Una vicenda già vissuta, sponda Pd, nel 2012 quando l’ex sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, si dimise per ambire al Parlamento. Una decisione presa in netto contrasto con il suo partito e che portò alla rottura insanabile tra le parti.