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I calciatori sono i primi a voler riavere i propri tifosi allo stadio, ma non è una cosa che ci compete“. Sul tema stadio interviene anche Umberto Calcagno. L’attuale presidente dell’AIC e consigliere della FIGC ha parlato ai microfoni di Radio Punto Nuovo: “Anche il Coni auspica la riapertura, ma siamo tutti nelle mani del Cts. Stiamo spingendo affinché ci possa essere un’apertura in questo senso, nelle misure in cui è possibile farlo:. Tornare alla normalità sarebbe molto bello e un segnale per l’intero Paese“.

Quella che si accinge a cominciare, però, non sarà una stagione normale. Si andrà avanti senza respiro tra campionato e coppe. Una lunga marcia che incomincerà a metà settembre per arrestarsi obbligatoria a fine maggio, causa Europeo. “Sapevamo che lo slittamento della passata stagione avrebbe creato un ingolfamento dei calendari, ma nessuno poteva prevedere quanto accaduto“, ha proseguito Calcagno, “la situazione è nota, le società di alto livello terranno conto del possibile bisogno di rose larghe per gestire psicologicamente e fisicamente la stagione. Anche in Fifpro e a livello internazionale si ragiona sul fatto che sarà impegnativa, specie per i top player che saranno impegnati in Europa e con le nazionali. Non ho dubbi sul fatto che anche le società senza impegni europei si attrezzeranno per far respirare la squadra. C’è preoccupazione, lo stress sarà diverso rispetto al normale, ma non ci sono alternative migliori oggi. Dobbiamo convivere con il virus, abituarci a disputare probabilmente un intero campionato con una fase epidemiologica al momento sotto controllo“.

La stagione ‘allungata’ ha portato ai primi riflessi. Inter e Atalanta hanno infatti chiesto e ottenuto di rimandare la prima giornata di serie A. “Non è ingiustificato voler riposare un’altra settimana, sono calciatori di alto livello che devono riprendersi e fare un’intera stagione“, ha concluso Calcagno.