- Pubblicità -
Tempo di lettura: 2 minuti

“Quando si critica l’azione della Magistratura, che sembra selezionare la classe dirigente nelle aule giudiziarie, bisognerebbe ricordare che i Magistrati stanno facendo un lavoro che avrebbero dovuto fare i partiti politici”.

Così l’ex Ministro Rosy Bindi e già presidente della Commissione parlamentare antimafia, ospite ad Avellino al Polo Giovani, nella giornata conclusiva del progetto “Conoscere per decidere. Scuola politica”, promosso dall’Ufficio della Pastorale per la Scuola e l’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) e dalla Diocesi di Avellino.

“Da Tangentopoli in poi- ha proseguito- la politica non può essere selezionata nelle aule giudiziarie. Se ciò avviene, è una patologia, non perché la magistratura è invadente, ma perché la politica non è in grado di autogestirsi”.

Per questo è molto importante parlare di politica e coinvolgere i giovani, che sono ancora più importanti. I giovani devono sentirsi già da ora cittadini sovrani e riscoprire il grande valore della politica, che, se svolge il suo mestiere, persegue il bene comune. Di solito usiamo aggettivi come “buona” o “cattiva” accanto a “politica”. La politica o è ricerca del bene comune o non è politica; è un’altra cosa, una ricerca del tornaconto di una persona, di un gruppo o di un partito. È essenziale avvicinare i giovani alla vera politica, quella che dovrebbe essere praticata da tutti noi, perché viviamo in una repubblica democratica fondata sulla cittadinanza e non solo sulla rappresentanza”.

Ed ancora: “È cruciale anche per il futuro, poiché saranno i giovani a ereditare il percorso di questo paese, e devono sentirsi cittadini già da ora. Dalla Liguria alla Puglia, passando per Avellino, le istituzioni e la politica sono spesso scosse dalle inchieste giudiziarie.Secondo la mia definizione, quando la politica è subalterna ai potentati economici, o scambia denaro, favori e voti per scelte amministrative o politiche a vantaggio di pochi, dovrebbe intervenire la comunità politica e i cittadini, poiché hanno diritto a una classe politica che faccia gli interessi della collettività. Questo è un momento difficile per il nostro paese”.