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Dopo l’uscita del singolo “Tutta Bianca” il 20 settembre, Ciro Zerella, cantautore di Avellino, ha pubblicato anche il videoclip. “Un video basico, concettuale: vuole comunicare che da un circolo di azioni che sembra inarrestabile può fiorire una diversa direzione. Data l’ambientazione domestica del video, si è scelto di utilizzare come strumento di ripresa un attrezzo casalingo: un cellulare, sempre tenuto a mano senza eseguire interventi sulla fotografia in post-produzione» dice Roberto Gaita, regista del videoclip del cantautore classe ‘93.

Noi di Anteprima24 abbiamo sentito Zerella. “Il soggetto del videoclip nasce da una chiacchierata su Freud con il regista Roberto Gaita. Parlando del ciclo della ripetitività è nata l’idea del video”. Infatti la protagonista del video di “Tutta Bianca” è una ragazza che reitera dei gesti quotidiani.

Ma chi è Ciro Zerella? Quali sono i sui riferimenti musicali? “Spazio molto tra i generi. In Italia seguo tutta la scena cantautorale dagli anni ’60 in poi, in particolare la scuola di Genova (De Andrè, Endrigo, Lauzi, Paoli, Tenco ndr). Negli ultimi tempi ascolto anche molto rap” ci dice il giovane musicista.

Ovviamente non mancano i riferimenti al rock italiano anni ’90 come Marlene Kuntz, Edda, Giorgio Canali e tanti altri. Rispetto al primo album del 2018 “Sotto casa tua”, questa volta Zerella si è affidato alla produzione di Simone Sproccati, già producer di Salmo, Zibba e I Segreti. “Simone ha reso più evidente il piglio pop di Tutta Bianca” afferma Zerella.

Il nuovo singolo ha un ritornello molto orecchiabile, quasi radiofonico, con un testo ben scritto, con evidenti richiami autobiografici, come conferma lo stesso autore. “Ho scritto il testo in una notte d’inverno, mi mancava mia sorella, che si era trasferita a Roma per lavoro. Molti hanno letto il testo pensando che si trattasse di una canzone d’amore. In realtà parlo anche dell’attuale problema di mancanza di lavoro nel sud Italia, che spinge molti giovani competenti ad andare via verso le grandi metropoli” confessa Zerella.

di Giuseppe Di Martino