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Avellino – Il Teatro è lo specchio delle emozioni che abitano il cuore dell’uomo. La violenza è dunque un argomento più volte indagato e affrontato, in testi e contesti diversi. Parlane oggi, in una realtà in cui la rapidità di diffusione delle notizie e la spettacolarizzazione degli eventi sembra cancellarne l’impatto emotivo, diventa ancora più urgente e pressante. Se, da un lato, l’assuefazione mediatica diventa un anestetico locale che addormenta la reazione emotiva, dall’altro la macro-diffusione di fenomeni a sfondo violento non può non coinvolgere percentuali sempre più alte di potenziali spettatori.

Partendo da questa consapevolezza abbiamo costruito uno spettacolo facilmente accessibile agli adolescenti, che in esso possono ritrovarsi ed identificarsi. Il linguaggio scenico richiama situazioni interiori, quotidiane e familiari, ma anche notizie di cronaca diversamente collocabili sia geograficamente che storicamente. Le storie, raccontate come in una successione di video, affrontano temi rilevanti come la ricerca di una propria identità attraverso l’omologazione e la prevaricazione, le dinamiche di gruppo, il confine labile tra “gioco” e violenza. Questo spettacolo è il risultato di una lunga ricerca, “ricerca orizzontale” verso l’esterno, fuori e intorno a noi, nelle storie di uomini e donne comuni, ma anche una “ricerca verticale” dentro di noi, cosa succede quando entriamo in contatto e in relazione con l’altro.

Lo scopo è quello di sensibilizzare i ragazzi ad un maggiore e migliore ascolto delle proprie emozioni e, contemporaneamente, ad una più attenta analisi della società. Indagare e riconoscere la violenza nelle nostre vite, imparare ad identificarla in gesti e situazioni apparentemente “normali”, sarà il punto di partenza che offriamo per un dibattito costruttivo tra studenti ed insegnanti.