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Benevento – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di De Pierro, capogruppo PD al Comune di Benevento.

L’apertura della c.d. Fase 2 del periodo emergenziale rende necessaria un’accelerazione rispetto ad alcune iniziative da mettere in campo. In queste settimane è stata unanime la richiesta delle categorie produttive per una robusta iniezione di liquidità in favore di imprese, professionisti e famiglie, sia per la sussistenza quotidiana, sia per risollevare i bilanci degli operatori economici rimasti inattivi o comunque in forte perdita per assenza di ordinativi. Certamente è auspicabile l’immissione di risorse monetarie nel sistema produttivo, sia sotto forma di materiale dazione di danaro, sia attraverso interventi selettivi sulla leva fiscale per coloro i quali hanno patito il fermo della propria attività. Se nonché questo tipo di interventi dello Stato hanno naturali limiti dimensionali e di fatto possono prestarsi a risultati iniqui, laddove, viceversa, lascia perplessi il fatto che, al di là di promesse di infinita liquidità per tutti, la Politica non si sia interrogata di come liberare velocemente risorse già esistenti nei bilanci pubblici, molto spesso bloccate per una burocrazia asfissiante, pedante e formalistica sino al ridicolo.

È sufficiente pensare alla mole di finanziamenti europei e non che transitano attraverso l’Amministrazione Regionale per la realizzazione di opere pubbliche per comprendere che la liquidità tanto auspicata non deve per forza di cose essere “un atto di beneficenza”, ma può essere anche il corrispettivo doveroso di una prestazione già resa ed in attesa di essere saldata. Tuttavia, finché non vi saranno norme chiare, che non modificano procedimenti e termini ad ogni Finanziaria Regionale, e per di più di volta in volta variamente interpretate, ovvero finché la confusione e l’incertezza normative non avranno fine, rischiamo di condannare alla povertà interi comparti economici, con l’aggravante che, in situazioni eccezionali come quella che stiamo vivendo, il rimedio (ossia soldi offerti in prestito alle Imprese) possa atteggiarsi come peggiore del male. Forse questa è l’occasione storica per mettere in campo un nuovo “statuto” dei rapporti tra Amministrazioni Regionali e Locali e Società/Comunità, improntato alla semplificazione ed alla capacità di aver chiaro l’obiettivo di quale deve essere, per ogni territorio, la traiettoria strategica di fondo, accanto al razionale esercizio insostituibile delle funzioni ordinarie.

Volgendo lo sguardo precipuamente alla nostra città, è sotto gli occhi di tutti la problematica socio-economica più incalzante, ossia lo stato del Commercio, che storicamente ha sempre rappresentato il traino dell’anima imprenditoriale della nostra comunità. L’acutezza della crisi non nasce con il Covid-19, affermarlo sarebbe un clamoroso “falso storico” e servirebbe solo a fornire un ulteriore alibi all’immobilismo. In tali sensi, le Categorie di settore devono prendere atto che “un piccolo mondo antico” è finito da molto tempo; invero, da diversi anni la mobilità territoriale, anche nella nostra Provincia, è particolarmente accentuata, sicché le occasioni di fare acquisiti oltre il nostro “negozio di fiducia” sono altrettanto aumentate; sia ben chiaro non per la scarsa qualità dei prodotti presenti nelle nostre vetrine. Tuttavia ciò è accaduto e deve porsi rimedio bene e presto prima di subire una più estesa desertificazione a causa delle misure di distanziamento sociale adottate per la pandemia. Credo che un’Amministrazione Comunale possa stare a fianco di questo fondamentale comparto economico in modo fattivo solo favorendo il transito del commercio tradizionale anche e non solo verso forme innovative del vendere, ad esempio, accompagnando gli operatori verso il commercio on-line in modo, che accanto alla conservazione della fisicità di una vetrina in quel dato posto, possa essere aggiunta una vetrina on-line in modo da allargare la platea della clientela, in quanto piaccia o non piaccia oramai la maggior parte delle famiglie fa acquisti rivolgendosi allo shopping on-line diretto oppure a note piattaforme digitali. Questa è una realtà e non può essere negata, né è responsabilità dell’Amministratore comunale di turno. Questa scelta dei consumatori si incrementerà ulteriormente all’indomani della fine della pandemia, pertanto, occorre uno sforzo culturale prima che imprenditoriale in quanto la soluzione non è la mezza giornata di apertura in più o il transito delle auto nel centro cittadino, il livello della sfida è ben più alto e più complicato; l’auspicio è che vi sia almeno la consapevolezza di tanto, altrimenti difficilmente la Politica potrà essere di supporto al commercio cittadino.

L’intento è di aprire una riflessione a più voci per gettare le basi di una programmazione che guardi alla realtà imminente, poiché se vi è la possibilità di reperire risorse economiche devono essere impiegate per agevolare il passaggio strutturale del commercio attraverso una nuova organizzazione tecnologica; anche la nostra Università può fare tanto in termini contributi esperienziali e di conoscenza scientifica sul tema economico qui in rassegna”.