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Benevento – Un’idea innovativa, ma allo stesso tempo brillante. Portare il teatro in casa, essere a stretto contatto col pubblico che può quasi entrare in scena e prendere parte allo spettacolo. Soprattutto eliminare i concetti di sacralità e irraggiungibilità delle quinte aprendo all’occhio curioso della gente che ha potuto vedere la preparazione degli attori, sia dal punto di vista personale che artistico. Il tutto in un appartamento, con un palco improvvisato, di fronte a cuscini e divani messì li a formare a una platea. Poche persone, tanta intimità. Queste le idee che hanno mosso il giovane attore beneventano, Emilio Fallarino, a mettere in scena “Il teatro in Casa”. Un appuntamento tornato a Benevento, la città natale del “Rocco” de “La Vita promessa”, ieri, con un bis questa sera. Scene veloci, monologhi intensi prodotti dall’attore o tratti di film con una base di partenza. Una sorta di confronto nato con la moglie, la brava Carlotta Verdile, sull’incisività delle esposizioni. Il tutto parte con un tocco, il classico conteggio che si fa da bambini. E da lì è un susseguirsi di rappresentazioni, nette, veloci, immediate nell’esposizione e nella raggiungibilità alla platea. Intanto gli attori si cambiano in scena, e il tutto scorre via in maniera molto piacevole. Un’idea brillante, nuova, temi vecchi ma ancora attuali. Un progetto portato avanti da Fallarino che ha riabbracciato la propria città, da sempre il suo sogno, dopo la lunga esperienza romana. Ma soprattutto, da esperienze del genere, emerge la qualità di due interpreti capaci di vestire panni diversi in così poco tempo, lasciando spazio anche all’improvvisazione, il tratto reale della capacità di ogni attore.