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Nel Sannio è tra i protagonisti di questa emergenza Coronavirus. Alcune sue uscite pubbliche sono state criticate, vedi il post con cui rendeva noti identità e spostamenti del primo contagiato in provincia, altre invece apprezzate, come la disponibilità ad accogliere i degenti Covid di Villa Margherita. Il suo attivismo, però, è fuori discussione. E’ così Giuseppe Maria Maturo, fascia tricolore di Cusano Mutri, nella giornata di ieri si reso protagonista di una iniziativa senz’altro innovativa, almeno da queste parti.

Assieme al suo vice Pietro Crocco, il sindaco (entrambi sono medici) ha effettuato a venticinque dei suoi concittadini i test rapidi per accertare l’eventuale contagio da Coronavirus. Non si sono mossi alla cieca, Maturo e Crocco, ma accompagnati dalla Polizia Municipale sono andati dritti in direzione delle persone più “a rischio” ovvero i cusanesi più a stretto contatto con l quattro contagiati già accertati nella sua comunità.

Il risultato? Otto delle persone testate sono risultate positive. Cinque di queste sono già da considerare clinicamente guarite, due sono in fase di guarigione mentre un’altra ha ancora la malattia “attiva” pur non presentando alcun sintomo.

Un esito soddisfacente, nelle riflessioni di Maturo: “Sono state testate tutte perone con sintomi o contatto diretti di casi positivi. Quindi ci saremmo aspettati una percentuale molto maggiore di contagiati”.

E’ chissà che da qui a qualche giorno non si comincerà a parlare di “modello Cusano”.

D’altronde, la spesa sostenuta per l’acquisto dei test non sembra essere fuori portata per le casse – non certo floride – di un’amministrazione comunale.

Per comprare 100 kit per “Test Rapido Covid-19” il sindaco ha investito 1.830 euro. Ogni test gli è costato 15euro più Iva, così come si legge dal preventivo inviatogli lo scorso 24 marzo dalla ditta Medicalray di Vitulazio.

Quanto alle ragioni dell’iniziativa, Maturo come la pensa l’ha spiegato già una settimana fa (leggi qui): “… la cosa più grave in questa fase d’emergenza è la gestione per ciò che concerne l’esecuzione di tamponi alla popolazione. Non dico di effettuarli a campione sull’intera popolazione come avviene in Corea del Sud. Ma sotto questo aspetto davvero viviamo una situazione drammatica.
Un malato di covid19, una volta guarito, può continuare a diffondere il virus per oltre un mese se non viene certificato a mezzo tampone l’assenza del virus.
Un familiare convivente di una persona infetta, e con sintomatologia importante, è una persona contagiata con una probabilità molto vicina al 100 x 100
Chi contrae la malattia in forma lieve, se non accertata, può, dopo essere guarita, continuare a diffondere il contagio. Quindi è importantissimo testare ed individuare le persone più a rischio.
Ebbene, vi dico con certezza che i test su queste persone non vengono effettuati, mettendo a grave rischio la salute di tutti e contribuendo alla diffusione dell’epidemia.
Inutile dire che ormai i test vengono effettuati solo alle persone ricoverate con sintomi gravi e con inspiegabile ritardo, ritardando la ricostruzione della catena epidemiologica e contribuendo anche in questo modo alla diffusione dell’epidemia.
Per questo noi ci stiamo attrezzando per l’acquisto di test rapidi ed economici per ovviare all’ennesima deficienza sanitaria”.