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Benevento – L’inizio della fine. Al triplice fischio dell’ultimo incrocio tra Benevento e Como la percezione diffusa nell’ambiente giallorosso era più o meno questa. La traiettoria beffarda di Simone Ganz sancì l’ennesima eliminazione del Benevento ai play off, una delle più cocenti di sempre. Sabato 16 maggio 2015, i lariani vinsero al Vigorito nel primo turno in gara unica da sfavoriti. Un Benevento appesantito dalle fatiche del testa a testa con la Salernitana alzò bandiera bianca nel finale, tradito da un cross venuto male (ma poi mica tanto) del figlio d’arte. Al novantesimo, sotto la Sud, senza diritto di replica. 

La Strega era passata in vantaggio a inizio ripresa con Mazzeo, poi raggiunta dallo stesso Ganz che si sarebbe vestito da carnefice in prossimità del gong. Nel post-partita Oreste Vigorito annunciò di voler passare la mano dando formalmente le dimissioni. La fine di un’era, si pensò. Seguirono giorni di smarrimento, interrogativi, pensieri su un futuro difficile da ipotizzare.

Eppure, com’è strano il calcio, quel giorno rappresentò in realtà il vero trampolino di lancio verso i successi futuri. In un’estate tormentata l’arrivo di Auteri diede nuova linfa alle ambizioni del club. La Strega giocò un campionato con l’acqua alla gola per varie vicissitudini ma riuscì ad arrivare dove sognava da oltre ottant’anni. Il Como, nel frattempo, dopo l’apoteosi inattesa di quei play off retrocesse nuovamente in C (annoverando però tra le sue fila un giovanissimo Nicolò Barella) arrivando fino ai dilettanti, prima dell’avvento dell’attuale fiorente proprietà britannica. 

Nel Sannio, passato l’anno di transizione, la famiglia Vigorito riprese ufficialmente il timone del Benevento trainandolo ben due volte in serie A. Traguardi considerati da fantascienza solo un anno prima, raggiunti tra lo stupore generale ma con meriti indiscutibili. 

Dopo sei anni ritrovare il Como farà il suo effetto, specialmente pensando a quante cose sono successe in un arco temporale privo di incroci e a quanto i cammini delle due società siano stati dissimili, per non dire opposti. Gli altri precedenti parlano di due vittorie giallorosse, un pareggio e una vittoria comasca tra il 2009  e il 2012. Nulla in confronto all’ultima, epocale sfida del Vigorito. Quella che ha cambiato la storia, perché la storia è fatta anche di fallimenti che segnano un viaggio. A volte si rivelano sorprendentemente benevoli, come successo al Benevento