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Benevento – L’ex sindaco di Benevento Fausto Pepe, nonché autorevole dirigente locale del Partito Democratico sannita, attraverso una lunga nota spiega quelle che sono – a suo giudizio – le ragioni che rendono impossibile un’alleanza politica con Clemente Mastella e ‘Noi Campani’ in vista delle prossime elezioni amministrative

Dal punto di vista della collocazione politica – esordisce Pepe – l’attuale Sindaco di Benevento ha dimenticato di essere stato eletto in una coalizione di centro-destra nel giugno del 2016. La moglie, Sandra Lonardo, è stata poi nominata senatrice con Forza Italia nel 2018. Nel settembre del 2020, invece, moglie e marito hanno abbandonato il centro-destra per passare con De Luca, avendone subodorato la netta vittoria. A questo modo di fare, che non ha nulla di politico, siamo francamente contrari.

Dal punto di vista amministrativo invece, l’Amministrazione Mastella prende davvero lucciole per lanterne.
Mastella – continua Pepe – ha ereditato opere realizzate e opere in avanzata esecuzione dalla passata Amministrazione a guida PD, ma non fa altro che dire bugie e screditare il nostro operato. Solo alcuni esempi: Il ponte Tibaldi che collega Via Torre della Catena a Piazza san modesto; La stessa Piazza San Modesto; Il terminal bus a Santa Colomba; Chilometri di marciapiedi e pubblica illuminazione in tutti i quartieri della Città cambiando circa 8.000 pali della pubblica illuminazione; La Spina Verde al Rione Libertà; L’Auditorium della Musica al Rione Libertà; La Bibliomediateca sempre al Rione Libertà; Piazza Bissolati rigenerata al Rione Ferrovia; Piazza Colonna e tutta la pavimentazione e pubblica illuminazione del Viale Principe di Napoli; Il percorso sportivo pedonale di Pacevecchia, che oggi è utilizzato da miglia di Beneventani; Piazza Roma con la sistemazione dell’area dell’arco di Traiano; Sistemazione della Chiesa di Santa Sofia, poi dichiarata patrimonio dell’Unesco il 25 giugno del 2011; La Colonia Elioterapica al Rione Ferrovia e la prima sperimentazione di passerella lungo il Fiume Calore; Il rifacimento del Ponte sul Calore e di quello sul Sabato;
Per quanto attiene, invece, all’opera di Piazza Duomo, il Malies e il Parcheggio di Porta Rufina, Mastella farebbe bene ad interrogare se stesso, essendo queste opere progettate, in parte finanziate, ed in parte realizzate (mai comunque completate) da Amministrazioni precedenti a quelle di guida PD.
La storia del depuratore raccontata da Mastella, anche telefonicamente ai beneventani, è persino grottesca, anzi è proprio la fotografia dell’inefficienza ed inefficacia della sua azione amministrativa.
Il progetto del depuratore fu approvato e finanziato dalla regione Campania nel 2015, un anno prima dell’insediamento del Sindaco Mastella (basta leggere il BURC di aprile di quell’anno). Mastella, al suo insediamento, cambiò il sito e il progetto perdendo il finanziamento. Un capolavoro!
In seguito, si fece persino commissariare la procedura dal Governo. Commissariamento tuttora in corso. Non ci sono parole adeguate a descrivere il disastro amministrativo della sua sciagurata azione.
Il dissesto del Comune di Benevento, Mastella lo ha deciso e perseguito per ragioni di bassa politica, ovvero per infangare e screditare l’operato dell’Amministrazione precedente, e, soprattutto, per svincolarsi dalle sue stravaganti e onerosissime promesse elettorali! Ricordate il reddito di cittadinanza comunale? Che fine ha fatto?
Nei libri contabili dell’Ente, e non nelle ebbre fantasie dei Mastelliani, vi è la vera storia del debito del Comune di Benevento e di chi ha contribuito realmente a pagarlo e a farsene carico. Interi quartieri di questa Città, tipo Capodimonte, Pacevecchia, l’insediamento di Via Avellino e zona Avellola, nonché numerose cooperative, realizzarono all’epoca alloggi senza pagare interamente i suoli di sedime, e quindi il Comune di Benevento è stato condannato da sentenze in solido al pagamento. Qualcuno lo spieghi al viandante Mastella!
L’Amministrazione PD ha, infine, approvato il PUC, redatto il regolamento Edilizio, approvato il Piano Traffico, realizzato il Piano di Gestione del sito Unesco.
Insomma, non c’è davvero storia tra quell’Amministrazione e l’attuale. Non c’è paragone che tenga tra le innumerevoli opere, progetti e attività allora messe in campo e l’attuale inerzia programmatica, culturale e di governo.
Il PD è pertanto alternativo, politicamente, amministrativamente e culturalmente all’attuale amministrazione. Lo abbiamo sempre detto nonché deliberato in innumerevoli riunioni degli organi di partito.

Davvero non si capisce – conclude – perché Mastella e la sua eterogena compagnia siano mesi che prima chiedano, quindi implorino, infine reclamino e pretendano di allearsi con il Partito Democratico, salvo poi, vinti dall’evidenza, tracimare, con palese nervosismo, ai limiti dell’isteria, nell’aggressione e nel turpiloquio”.