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Uno dei problemi che ha impedito al Benevento nella passata stagione di compiere un salto di qualità è stata sicuramente l’assenza di un attaccante da “doppia cifra”. L’arrivo di Lanini a gennaio, autore di 9 gol in venti partite (play off compresi) ha dato una grossa mano ai giallorossi, ma per il futuro urge reperire sul mercato un calciatore almeno altrettanto prolifico per assicurare alla Strega un consistente numero totale di reti. Nomi? Difficile farne in questa fase iniziale di mercato, mentre è abbastanza semplice tracciare un preciso identikit di quello che gradirebbe Auteri come terminale offensivo. Nella sua lunga carriera, fatta di oltre 700 panchine, il tecnico di Floridia ha utilizzato praticamente sempre il 3-4-3 chiedendo ai tre davanti una continua interazione: parola d’ordine, movimento! E’ questo il credo in attacco di Auteri, al quale non è mai piaciuto l’utilizzo di un pivot avulso dal contesto ed in questa direzione si muoverà Carli. Non è certo un caso che pur disponendo in rosa di un calciatore di peso come Ferrante, mister Auteri anche nei playoff ha preferito quasi sempre utilizzare da falso nueve il giovanissimo Perlingieri, in grado di fluttuare tra le linee dialogando con Ciciretti, Lanini o i centrocampisti capaci di attaccare gli spazi. L’emblema, in tal senso, è il gol del 2-1 alla Carrarese nella semifinale play off, nato proprio da una palla gestita nel migliore dei modi in area da Perlingieri che ha apparecchiato la tavola per l’accorrente Talia. Il 9 che cerca Auteri, paradossalmente, dovrà avere i piedi da fantasista e non essere solo una boa capace di finalizzare i cross provenienti dalle corsie laterali. Don Tano conosce bene l’inferno della Lega Pro dove è sempre il grande ritmo e l’agonismo a farla da padrone, motivo per il quale è difficile potersi permettere, in un modulo con tre attaccanti, la presenza di una punta che staziona solo in area di rigore in attesa di palloni giocabili. Auteri chiede molto di più ed ha costruito la sua carriera di successi proprio sulla totale disponibilità dei suoi undici al sacrificio. Del resto, proprio la sua ultima esperienza vincente sulla panchina del Benevento con lo storico approdo in serie B fu caratterizzata da un reparto avanzato atipico (Ciciretti, Mazzeo e Cissè) capace di non dare punti di riferimento agli avversari. La strada sembra tracciata e questa volta il tecnico siciliano avrà il vantaggio di avere sei mesi di anticipo, periodo durante il quale il gruppo ha già assimilato il suo credo. Ora spetterà a Carli individuare le pedine giuste, in primis in attacco, per mettere a disposizione dell’allenatore una squadra capace di giocarsi le sue carte al meglio.