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Benevento – Ha ragione Roberto De Zerbi quando dice che la retrocessione del Benevento è diversa da tutte le altre. Ha ragione perché quando è arrivato ha ereditato un organico non all’altezza della massima serie, figlio di scelte sbagliate dettate da errori e inesperienza. Ha avuto ragione soprattutto quando ha deciso di seguire con coerenza la sua strada. “Se proprio bisogna retrocedere, allora retrocediamo a modo nostro“, potrebbe essere interpretato in questa maniera il pensiero dell’allenatore. 

A volte sarebbe stato il caso di essere più provinciali, di badare più alla concretezza che all’estetica ma a questo Benevento, rivisto a stagione in corso, si può imputare ben poco. I giallorossi, nonostante l’ultimo posto in classifica, lasciano una traccia sostanziale del loro passaggio in serie A. Il coraggio di giocarsela a viso aperto, di voler sviluppare, nonostante i propri limiti, un’idea di calcio fatta di gioco e possesso palla. Niente lanci lunghi, niente barricate: la Strega è andata incontro al proprio destino a testa alta.

E di questo il merito va indubbiamente attribuito a De Zerbi. Accolto tra lo scetticismo della piazza, l’allenatore bresciano ha saputo conquistare l’ambiente con la forza delle proprie idee, mettendoci la faccia e assumendosi responsabilità anche non sue. Quell’etichetta che si portava addosso, dovuta ai suoi trascorsi foggiani, è sbiadita lentamente nel tempo, segno che davanti a una sana e sportiva rivalità anche i tifosi sanno cambiare idea.

Solo gli stolti, del resto, non cambiano mai opinione. Appellativo che di certo non appartiene ai tifosi del Benevento. Loro si che hanno vinto e non sono retrocessi, dando prova di maturità ma soprattutto di attaccamento verso quei colori che hanno stampati nel cuore. Sempre presente, sempre al fianco della squadra, la tifoseria ha vissuto questo inaspettato viaggio in serie A con trasporto ed emozione. Festeggiare una squadra retrocessa in serie B può apparire paradossale, non per chi ha vissuto tra le fiamme dell’inferno per tanti, troppi anni e ha saputo apprezzare quell’angolo di Paradiso che il destino gli ha voluto riservare.

Si ripartirà dai cadetti, molto probabilmente senza lo stesso De Zerbi. Salvo colpi di scena, l’allenatore in settimana annuncerà il suo addio al Benevento e le strade si separeranno dopo essersi dati tanto a vicenda. Dispiace, perché la sua permanenza avrebbe significato dare continuità a un’idea nata alla fine dello scorso mese di ottobre. Alla guida della Strega ci sarà un nuovo tecnico: Juric, Nicola, Inzaghi o altri poco importa. Se ne faranno una ragione i tifosi, perché loro si che ci saranno. Ciao serie A, è stato un incontro breve ma intenso, con la speranza un giorno di rivederci…