Bosco: “Grande commozione per intitolazione strada a Mandato”

Bosco: “Grande commozione per intitolazione strada a Mandato”

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Benevento – Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, su invito del sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone, ha partecipato questa mattina alla solenne cerimonia d’intitolazione di una strada alla memoria di Pasquale Mandato, nativo di Pietrelcina, Maresciallo scelto del Corpo degli Agenti di custodia della Polizia Penitenziaria, “Vittima del Dovere”, medaglia d’oro al merito civile. Hanno salutato gli ospiti presenti, lo stesso sindaco di Pietrelcina Domenico Masone, Maria Grazia Mandato figlia del Maresciallo Pasquale Mandato, Francesco Antonio Cappetta, prefetto di Benevento e Aldo Policastro, procuratore della Repubblica di Benevento. Sono seguiti gli interventi di Francesco Basentini, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Antonio Lepre, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Melillo, procuratore della Repubblica di Napoli e Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’incontro, coordinato da Raffaele Sardo, giornalista e scrittore, ha avuto momenti di grande commozione poiché la figura di Pasquale Mandato è risultata essere quella di un uomo mite, legato unicamente all’adempimento del dovere.

Un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze”, è quanto diceva Joseph Campbell, saggista e storico del secolo scorso.

“Dall’esperienza della giornata odierna – dichiara Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) – ho tratto la sensazione che Pasquale Mandato sia stato un martire di una guerra insensata tra Stato e criminalità organizzata. Il suo martirio, e il riconoscimento odierno, non devono rimanere degli episodi isolati, ma devono far riflettere i giovani sul coraggio di donne e uomini delle Forze di polizia che difendono la vita degli altri mettendo a rischio la propria. Bisogna ricordare per sempre – conclude il sindacalista – quanti hanno sacrificato la loro esistenza nell’adempimento del proprio dovere per difendere la giustizia, la legalità e la democrazia nel nostro Paese”.

Pasquale Mandato – La mattina del 5 marzo 1983 il maresciallo degli agenti di custodia Pasquale Mandato, 53 anni, sposato con tre figli, venne raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco mentre si stava recando a lavoro alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Ce). Venne soccorso prontamente dai suoi colleghi, ma ciò nonostante morì poco dopo il ricovero in ospedale. Il maresciallo Mandato aveva evitato che alcuni camorristi potessero beneficiare di “favori” che non spettavano loro, e ciò scatenò la vendetta dei killer. A dargli il colpo di grazia fu tal Michelangelo d’Agostino, diventato poi collaboratore di giustizia.


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