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E’ tra gli otto ambasciatori nel mondo di poker del Galles. Roba che se si siede a un tavolo per giocare guadagna un milione di dollari a partita. Abbiamo incontrato Roberto Romanello, il campione mondiale di poker, alla tenuta La Fortezza a Torrecuso. Ci ha raccontato l’inizio della sua carriera e il suo legame il Sannio. Ma perché era a Torrecuso?

Romanello, come indica anche il nome, è di origini italiane, più precisamente sannite. E più precisamente ancora è figlio di genitori nati a Morcone ed emigrati in Galles: nella cittadina di Redfort, vicino Notthingam. Lì è cresciuto e lì ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del poker, nel 2005. Dapprima con piccole partite, piccole somme; poi con importi sempre più alti fino ad arrivare a conquistare uno sponsor e sedersi ai tavoli importanti, quelli che contano davvero, quelli che solo per partecipare devi sborsare un milione di dollari.

A Torrecuso ha scelto di festeggiare il suo matrimonio. “Sono venuto qui alla Fortezza a maggio scorso per il matrimonio di un mio cugino – ha spiegato – e sono rimasto così colpito dalla bellezza del posto che ho deciso di celebrare il mio matrimonio in Italia, a Torrecuso. Con mia moglie avevamo organizzato già tutto in Inghilterra, ma abbiamo disdetto e prenotato qui”.

Abbiamo intervistato Romanello insieme al suo “socio” e amico, Sam Trickett, ambasciatore anche lui di poker. In questo momento entrambi si trovano a Las Vegas al campionato di poker del mondo, il WSOP, che dura due mesi con una partita programmata per ogni giorno. Sono modesti e dicono “di essere fortunati”, ma nel poker, si sa, contano anche l’esperienza e l’arte di saper bluffare (lo insegnano film celebri del cinema americano come La Stangata, Maverick, Il giocatore). E Romanello e Trickett sembrano saperne una più del diavolo. Pur se, davanti ai panorami e ai sapori e agli odori sanniti sembrano non resistere. “Questo è di sicuro il matrimonio più bello a cui abbia mai partecipato” ha dichiarato Trickett che ha assicurato di tornare insieme a Romanello, a Morcone dove ha le origini e un pezzo di cuore. “Torno ogni anno – ha concluso il campione di poker – qui ho la casa di famiglia. Torno sempre, appena posso”.