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“Si è consumata, oggi in Consiglio comunale, una pagina di cronaca politica per nulla esemplare da parte dell’opposizione. Ad eccezione del contegno corretto, sia dal punto di vista istituzionale sia sul piano della dialettica politica, tenuto dalla consigliera De Stasio, la restante parte dei consiglieri di minoranza ha addirittura abbandonato l’aula, senza neppure curarsi di ascoltare gli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza e del Sindaco. Un atteggiamento grave e irrispettoso, un’autentica sgrammaticatura. Il tutto concepito esclusivamente al fine di porre enfasi su dubbi pretestuosi e riserve tendenziose a fronte di un ennesimo obiettivo centrato dall’amministrazione in carica”, lo scrive in una nota il sindaco Mastella

“Si è praticato per settimane, fino alla seduta odierna, un becero e cieco ostruzionismo verso un progetto che la maggioranza, a questo punto come si legge anche dai fatti in aula, ha l’orgoglio di rivendicare come proprio successo epocale, sul piano politico, istituzionale e promozionale. Una straordinaria opportunità per lo sviluppo della città. La critica è degna di nota se ed in quanto costruttiva. Oggi, invece, si è debordato a tal punto da negare, soprattutto in alcuni interventi, addirittura dai toni volgari, i principi basilari della buona amministrazione (in primis l’economia degli atti e delle attività della pubblica amministrazione), a proposito  della contestazione della scelta di far approvare in sede di ratifica gli emendamenti che, secondo qualche zelante consigliere, avrebbero reso necessaria una nuova adunanza consiliare, da convocare appositamente per riapprovare l’intero progetto o il testo dell’accordo di programma. E, a proposito di consiglieri zelanti, vi è chi, e tutti sanno a chi mi riferisco, non avendo altri argomenti concreti per bollare un progetto la validità del quale è sotto gli occhi di tutti – se sgombri dal pregiudizio -, si è cimentato, con un non meglio precisato e improvvido riferimento ad “altre dinamiche”, in un pericoloso paragone dell’iniziativa in esame al fenomeno che accade nel mondo, quando grandi imprenditori fanno speculazioni sulla povertà, acquistando a prezzo ridotto ettari ed ettari di proprietà fondiaria a scapito della popolazione locale e senza ricadute sui reali bisogni. Se investire fondi privati in progetti di pubblico interesse è speculare sulla povertà, allora la domanda sorge spontanea sul significato da attribuire al fenomeno inverso, meno diffuso, di chi investe fondi pubblici per fare del bisogno un utile e non investire il proprio utile a favore del bisogno”, conclude il Sindaco.