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Benevento – In marcia verso il Qatar, senza voltarsi e provando a guardare sempre più avanti. Teodorico Caporaso nelle scorse ore ha percorso il centro di Benevento nelle vesti di tedoforo, ma i passi più importanti della sua carriera potrebbero essere quelli che lo attendono a settembre, quando a Doha rappresenterà l’Italia ai Campionati del Mondo di Atletica nella specialità dei 50 chilometri di marcia. Un’opportunità importante per l’atleta beneventano classe ’87 dell’Aeronautica Militare che negli ultimi trenta mesi non è stato certo baciato dalla fortuna.

Lo abbiamo ascoltato proprio al termine dell’evento legato alle Universiadi al quale ha partecipato insieme ad altri sette tedofori. “E’ stata un’emozione particolare, non mi era mai capitato di fare il tedoforo e penso che questo tipo di occasioni siano uniche – ha dichiarato ad Anteprima24 -; quando compi un’esperienza simile nella tua città il sapore è molto intenso, i luoghi che abbiamo attraversato mi sono molto cari e mi è piaciuto l’abbraccio di tante realtà sportive della zona. Sono onorato e orgoglioso di aver vissuto un momento così”. 

E di momenti particolarmente significativi ce ne saranno tanti da qui a qualche mese. Nel prossimo weekend Caporaso sarà a Leeds per proseguire la sua marcia di avvicinamento (è proprio il caso di dirlo…) all’appuntamento iridato di Doha. In questi giorni si sta allenando in regione dopo aver ottenuto ottimi riscontri nell’ultima prova di metà giugno in Spagna, a La Coruña, dove si è tenuto al di sotto dell’ora e venticinque (il suo personale del 2016 è di 1.23.41): “Nel programma abbiamo inserito queste due 20 chilometri perché io e il mio allenatore cercavamo appuntamenti probanti sul piano dell’intensità, ma so perfettamente che la specialità non è adatta alle mie caratteristiche. Ho un’ottima ampiezza di passo ma una frequenza che si addice maggiormente alla 50 chilometri. Quando percorro la distanza breve sono costretto a produrre un gesto che mi viene meno naturale, mentre nella 50 chilometri è più importante mantenere una costanza nell’andatura per arrivare fino in fondo, senza perdere chiaramente di vista il dosaggio delle energie”. 

La fiducia non sembra mancare, tanto che il rammarico per le Olimpiadi di Rio sembra lasciare spazio a nuovi, entusiasmanti obiettivi: “Non posso dire di aver dimenticato quell’edizione, ci ho pensato a lungo perché non mi era mai capitato di andare incontro a squalifica in una gara con la Nazionale e ancora oggi mi sembra incredibile che sia successo proprio lì. Ma la vita di un atleta è fatta di percorsi e obiettivi sempre nuovi, dunque ora pensiamo a una cosa per volta. Prima i Mondiali di Doha, dove punto a ottenere il miglior piazzamento possibile, poi penseremo all’eventualità di Tokyo 2020”. 

L’Olimpiade nipponica, d’altra parte, non dista poi così tanto. E Caporaso è attualmente l’unico tra gli italiani ad essersi tenuto sotto il minimo consentito per la qualificazione ai prossimi giochi. Per parteciparvi occorre fare meno di 3 ore e 50 minuti, lui a Dudince, in Slovacchia, nell’unica 50 chilometri corsa quest’anno, ha fermato il cronometro sulle 3 ore, 49 minuti e 14 secondi: “Diciamo che è stato compiuto un primo passo perché è già un obiettivo scendere al di sotto di quella soglia nell’anno di vigilia. C’è ancora diverso tempo e poi bisognerà vedere quali saranno i criteri che adotterà la federazione”. 

L’Italia,  è il caso di ricordarlo, potrà portare al massimo tre atleti alle Olimpiadi nella 50 chilometri. Se più di tre persone dovessero ottenere il tempo di qualificazione, sarebbe la federazione a sceglierne tre e ad escludere eventualmente gli altri: “E’ per questo che sono convinto che l’appuntamento di Doha sia molto importante sotto ogni punto di vista”.

Quelli in programma in Qatar saranno i terzi Campionati del Mondo per Caporaso dopo Mosca (2013) e Pechino (2015). A Londra, nel 2017, fu costretto al forfait a causa di un infortunio: “Mi feci male a metà stagione e dovetti rinunciare pregiudicando la preparazione anche per l’anno successivo. Nel 2018 ho speso gran parte del tempo a riprendere confidenza con il gesto tecnico e con il passo-gara. E’ per questo che quella di Dudince era la chance fondamentale per dimostrare di essere finalmente tornato”.

Un dentro o fuori, una sorta di ultima occasione sfruttata come meglio non avrebbe potuto. Ora un’estate a marciare tra Leeds, il Vesuvio, Roccaraso, Torre del Greco e  Agerola, solo per citarne alcune. Tra allenamenti e raduni, con l’obiettivo di prendere  gradualmente confidenza con il clima di Doha (a settembre si marcerà alle 23.30 locali). Poi i Campionati del Mondo, il Sannio e l’azzurro nel cuore. Un passo dopo l’altro, fino al traguardo.