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Benevento – Esasperazione e voglia di normalità allo stesso tempo. Le sensazioni che hanno riempito la rappresentanza di famiglie che sono in attesa di ricevere l’alloggio a loro assegnato che, però, è ancora lontano dal completamento. Un’attesa che non fa altro che insinuare dubbi e far aumentare le paure. Servivano risposte a domande che sono state fatte questa mattina all’assessore Ambrosone che non si è assolutamente sottratto all’incontro pubblico, anzi, è riuscito a dare le rassicurazioni che ci volevano in questo momento.

Data di consegna e controllo delle case per evitare che ci siano occupazioni abusive per gente che non aspetta altro che avere un diritto, alcuni di loro residenti nelle scuole beneventane, che stanno aspettando, come manna dal cielo, di avere un tetto sulla testa.

Ho accettato questo incontro – ha cominciato la sua dichiarazione ai rappresentanti l’assessore Ambrosone – prima come amico e poi come amministratore. Non ho nulla da vendermi all’ex Iacp, ora Acer. Capisco le difficoltà, so che ci sono dei problemi e vanno risolti”.

E il primo problema è legato sicuramente all’occupazione degli alloggi da parte di abusivi, una piaga che è in netto aumento e che, al di là della forzatura, ha in sé altre problematiche.

Dopo aver stilato la graduatoria, abbiamo notato che c’è una propensione ad occupare gli alloggi. E stiamo facendo delle indagini per capire anche chi ruota attorno a questo fenomeno. Dobbiamo aumentare la vigilanza, e per questo dobbiamo pensare a una convenzione col Poliziotto Notturno in attesa dell’assegnazione, ma c’è un problema legato ai minori presenti nell’appartamento e la poca disponibilità di case famiglia. Faremo di tutto per evitare questo fenomeno, come faremo di tutto per evitare che le persone vivano nelle scuole. Indubbiamente il covid ci ha rallentato ma non vuole essere una giustificazione, anche la ditta è stata bloccata per una variante. Ora che la situazione è migliorata, dobbiamo tornare a correre per risolvere questa serie di problematiche e poter dare le case alle persone in graduatorie. E per questo faremo dei sopralluoghi periodici perché anche le ditte devono avere il fiato sul collo e avere premura di completare nei tempi previsti. Oltre a questo, poi, stiamo valutando una preassegnazione per poter anticipare i tempi”.

Altro problema sorto per alcune famiglie è quello legato a un documento che le stesse devono ricevere ed è la certificazione personale per capire se la condizione patrimoniale è cambiata o se c’è ancora diritto alla casa. Ad alcuni è arrivata, ad altri no per una difficoltà di reperimento degli indirizzi ed è difficile trovare queste persone.

Un problema risolvibile andando al comune. Comunque, le carte ai primi 10 in graduatoria sono state consegnate dai messi comunali, agli altri sono già partite le raccomandate con ricevuta di ritorno. Dobbiamo valutare se è cambiata la condizione patrimoniale degli aventi diritto. Questo non significa che si scavalca la graduatoria, ma comunque aspettiamo dieci giorni e se non è stata ricevuta, allora ci sarà la convocazione per il ritiro a mano in Comune”.

Altro punto nodale l’assegnazione provvisoria, una sorta di tutela per tutti, un modo per essere maggiormente tranquilli, sapere che la casa esiste e che è solo questione di tempo.

Stiamo pensando a una soluzione del genere. Vorrei farla a due mesi dall’assegnazione. Ho pressato il direttore dei lavori e l’impresa e mi hanno detto che per ottobre-novembre le case saranno pronte. Potrebbe essere il regalo. Noi fare faremo sopralluoghi continui, vedremo di stabilire una presenza fissa anche se mi preoccupano i sottotetto, più difficili da controllare. Una cosa è certa, avete sofferto tanto – ha continuato Ambrosone parlando ai presenti – ma sarete ripagati con una casa di prima qualità, confortevole”.

Risposte che la gente voleva sentire, forse il ritorno a casa è stato più dolce per una macchina organizzativa che, adesso, deve correre. L’assegnazione degli alloggi sarà per nucleo familiare, ci sono due tipologie di abitazioni, e saranno valutati anche lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Ma non finisce qui, l’assessore Ambrosone ha anche annunciato che gli alloggi aumenteranno a Capodimonte e nel quartiere Pacevecchia per rispondere alle esigenze di altre 40 famiglie. Obiettivo? Assorbire l’intera graduatoria nel giro di un anno.