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Benevento –  Quando i loro telefonini erano stati presi d’assalto da tantissimi uomini interessati alle loro prestazioni sessuali, erano rimaste sconcertate. Inutile riattaccare o ignorare quei messaggi, tanto i protagonisti non desistevano. Al punto da costringere le malcapitate a cambiare numero. Succede quando il recapito di un cellulare finisce nei bagni per i maschietti nelle aree di servizio, peraltro corredato da particolari sulle abilità amatorie delle protagoniste a loro insaputa.

E’ quanto capitato a due donne ultratrentenni, finite nel mirino delle condotte di un 46enne di Benevento. Si tratta dell’ex fidanzata e di una sua amica, peraltro sposata. La prima aveva già subito i comportamenti persecutori dell’ex, per questo condannato in via definitiva, per stalking, ad 1 anno e 10 mesi, peraltro scontati. Ora un ulteriore capitolo scritto fino al novembre del 2019: riguarda anche l’altra vittima – entrambe sono assistite dall’avvocato Valeria Crudo – l’udienza preliminare è stata celebrata in data 24.09.2021 dinanzi al gup Pietro Vinetti, che ha spedito a giudizio, così come chiesto dal pm Marilia Capitanio, il 46enne, difeso dagli avvocati Mario De Nigris e Luca Russo.

Il processo partirà ad ottobre, innanzi al Tribunale di Benevento in composizione monocratica Dott. Nuzzo: secondo gli inquirenti, ne avrebbe combinate di tutti i colori, con un tour in macchina che avrebbe toccato la Benevento – Caianello, nel tratto sannita e all’uscita di Capua, giungendo fino a Baronissi Ovest. Tappe nel corso delle quali, fermandosi in più distributori di carburante, l’uomo avrebbe raggiunto la toilette ed avrebbe lasciato all’interno, scrivendoli sulle pareti, i numeri dei telefonini delle due malcapitate, indicate con termini pesantemente offensivi.

Informazioni che non erano passate inosservate agli occhi di tantissime persone che, dopo aver annotato quei numeri, li avevano composti sui loro apparecchi, contattando le intestatarie delle utenze, con lo scopo di concordare appuntamenti a sfondo sessuale. L’inizio di un calvario per le due poverine, bersagli delle voglie di sconosciuti a caccia delle emozioni forti pubblicizzate nei gabinetti.

Oltre alla violazione della privacy e alla diffamazione, all’imputato è contestato, in entrambi i casi, anche lo stalking. Perchè con il suo modus operandi avrebbe tormentato la ex, non essendosi rassegnato alla interruzione della loro relazione, e la sua amica.
Una situazione insostenibile per entrambe: la prima aveva fatto ricorso al supporto psicologico di un Centro antiviolenza, l’altra sarebbe stata colpita da attacchi di panico, da una condizione di paura, per lei ed il marito, per la quale non era più uscita di casa da sola.