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Benevento – Un solo anno a Benevento per entrare nel cuore della gente. Farsi amare e ricordare, complici 20 gol in 40 presenze che permisero alla Strega di spiccare il volo verso il suo primo storico campionato di serie A. Fabio Ceravolo ha lasciato nel Sannio una traccia indelebile del suo passaggio in giallorosso, cosa che gli è riuscita relativamente a Parma e meno a Cremona, a causa soprattutto di diversi problemi. Oggi in forza al Padova, l’attaccante originario di Locri presenta ai microfoni di Anteprima24 il confronto in programma domenica allo “Zini” tra le formazioni di Caserta e Pecchia.

Cinque stagioni fa l’addio al Benevento. Quali ricordi conservi dell’esperienza nel Sannio?

E’ stata una stagione molto intensa, sembra di aver trascorso dieci anni a Benevento. Una stagione fantastica e inaspettata, era il primo anno in assoluto in B per la Strega. Tutt’ora ricevo tanto affetto dai beneventani che ricambio. Benevento mi è rimasta nel cuore, inutile negarlo, tiferò sempre per questi colori. Poi c’è sempre un fondo di rammarico, volevo e si poteva continuare quell’avventura ma nel calcio, si sa, le cose cambiano in fretta. Il ricordo indelebile è legato al gol col Frosinone, quella partita ci ha permesso di coltivare la speranza di disputare i play off.

Di quella squadra sono rimasti solo Gori, con un altro ruolo, e Brignola, fresco di ritorno. Senti ancora qualche vecchio compagno in giallorosso?

Oggi ci sono Ghigo e Brignola, con loro ogni tanto qualche messaggino lo scambiamo dato che abbiamo qualche gruppo in comune. Altri li sento tutt’ora perché siamo rimasti amici e molto legati.

Quale idea ti sei fatto della squadra di Caserta?

Quest’anno la seguo di più perché avete in panchina un mio carissimo amico come Fabio, abbiamo giocato insieme e siamo in ottimi rapporti. Gli fatto anche una battuta, che se voleva ero pronto a tornare (ride ndr). E’ evidente la decisione societaria di aver voluto ringiovanire, facendo ottime scelte. In serie B i grandi nomi aiutano, ma serve gente che abbia fame, ambizione e voglia di farsi notare. Il giovane racchiude queste caratteristiche, anche se viene mancare l’esperienza. Il campionato è lungo, si tireranno le somme alla fine ma il Benevento lotterà sicuramente per salire in serie A.

Cremonese che sembra aver cambiato marcia. Cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti, durante i quali sono stati fatti comunque investimenti importanti?

Sono stato un anno in più a Cremona rispetto a Benevento, conosco bene l’ambiente. Negli ultimi anni sono sempre state allestite squadre forti sulla carta, il dispiacere, anche quando c’ero io, è aver sofferto tanto, salvandoci all’ultima giornata. Avendo una proprietà così forte sembra semplice allestire una squadra forte, alla fine occorre trovare l’equilibrio giusto. C’erano tante aspettative ma alle prime difficoltà, anziché ricevere una pacca, sentivi il coltello sulle spalle. Quest’anno sono partiti forte, meritano di stare lì, Pecchia, che a me piace tanto come allenatore, ha fatto un grande lavoro dando un’identità alla squadra. Hanno mantenuto le premesse, anche loro lotteranno per andare in serie A. Diciamo che i due anni precedenti sono serviti per limare i difetti.

Alla luce di questo, cosa dobbiamo aspettarci domenica dal confronto dello Zini e se vuoi fare un pronostico?

Sarà una bella partita da vedere sicuramente, entrambe le squadre possono vincere perché entrambe giocano a viso aperto. Dico un pareggio, così non scontento nessuno.

Ultima curiosità sul campionato di B. Ci sono squadre in difficoltà, come il Parma che conosci bene, ti aspettavi questo inizio e chi la spunterà?

Posso essere un po’ deluso da Parma e Monza, ci si aspettava che avessero qualche punto in più. Quest’anno è un campionato molto più equilibrato, ci sono sette, otto squadre che possono vincere. Tutte, però, in alto non ci possono stare, alla fine vincerà chi sarà più costante e chi magari riuscirà a non perdere quando non potrà vincere. Chi avrà questo equilibrio riuscirà a spuntarla.