Tempo di lettura: 3 minuti

Cerreto Sannita (Bn) – Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa de “Il Convento Meridiano“.

Oggi è l’ottavo giorno che non possiamo accogliere le famiglie nelle sale e nel cortile del Convento e anche l’orto della vita è privo di gioia perché mancano i bambini. Cosa accade? Chiediamo a tutti di prendere parte alla protesta e di giocare insieme a noi una partita del cuore che fonda le sue ragioni nella possibilità di opporsi all’oscurante potere del nulla.

A seguito di un esposto (anonimo) il Comune di Cerreto Sannita ha emesso un’ordinanza di sospensione dell’iniziativa Campo Estivo Titanico organizzata dall’Associazione Mediterraneo Comune e destinata ai propri soci, nell’ambito del progetto Convento Meridiano.
Circa 40 famiglie lasciate sole senza una risposta chiara alla domanda di accoglienza e una forte volontà di rivedere i bambini e i ragazzi tornare a giocare insieme e recuperare la loro “casa comune”, dove il mondo era tornato “normale” dopo 3 mesi di lockdown.
In un Convento del ‘700 che, non molti fa ha ospitato le scuole elementari e l’asilo comunale, il Comune ha sospeso l’unica attività ricreativa destinata ai bambini e ai ragazzi del paese.
Crediamo che nuove e vecchie istituzioni – sociali, politiche, culturali, economiche, ecc. – debbano lavorare su un piano comune e confrontarsi, prendendoci sul serio e superando l’obsoleto gioco della burocrazia!
Il futuro è il tema più importante e va affrontato insieme e con rispetto, soprattutto dei bambini; bisogna fare uno sforzo per creare alleanze e non per scoraggiare e indebolire sistemi sociali, già segnati dalla precarietà e dalla difficoltà ad affrontare il quotidiano.
Cosa non passa…il Convento?
Un provvedimento evitabile; un accanimento contro le attività culturali, creative e di cura necessarie soprattutto per la fragilità data dai bisogni di socializzazione dei bambini emersi dal distanziamento sociale degli ultimi mesi; c’è stata una forte azione di repressione dei diritti; un’azione inspiegabile attraverso la volontà di interrompere il progetto Convento Meridiano che da 2 anni anima il quartiere senza alcun finanziamento pubblico, ma solo con fondi privati e investimenti liberali di sostenitori che credono nella possibilità che la cultura possa salvare il futuro e anche il presente dei territori delle aree interne. Essere dalla parte dei bambini e dei loro diritti dovrebbe essere il gesto naturale e umano che rende degna la vita.
Il senso di quanto accade è una questione collettiva, comune e umana e va difesa nel suo significato più ampio e profondo.
Chiediamo di essere ascoltati, di essere accolti e di determinare il cambiamento di una situazione, che è stata solo frutto di un equivoco utile al potere di pochi, alla sclerocardìa pericolosa e, a volte, di chi governa i nostri territori, già straziati dall’abbandono e dalla fuga di cervelli”.