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Benevento- Implementare la raccolta differenziata dei rifiuti anche per abbattere gli importi della tassazione che gravano sui cittadini, riavviare ma in condizioni nuove e di sicurezza le attività produttive presso lo Stir di Casalduni, chiudere definitivamente la questione delle discariche post mortem che oggi inquinano e per di più gravano enormemente sulle tasche dei contribuenti sanniti.

Sono queste le linee di indirizzo sulle quali deve incamminarsi la gestione del ciclo dei rifiuti in provincia così come è emerso nel corso di un focus cui hanno partecipato tutti i soggetti pubblici che intervengono in materia. In particolare, è stato molto significativo il riconoscimento da parte dell’Assessore comunale Alessandro Rosa circa l’entità dell’importo assai elevato che grava sui beneventani per un servizio che deve migliorare innanzitutto sotto il profilo della qualità.  “Benevento è una città virtuosa. I cittadini sono stati bravi. Ora però bisogna alzare l’asticella. Serve l’abbassamento della Tari e deve essere concluso il ciclo di rifiuti. L’ente d’ambito deve darci la possibilità di poter abbassare  la tassa. Non dipende solo dalla città di Benevento“.

D’altra parte, il Presidente dell’Ato rifiuti, Pasquale Iacovella, peraltro in scadenza di mandato, ha osservato che non è accettabile che in molti Comuni del Sannio la percentuale della differenziata sia giunta a livelli di eccellenza assoluta in Italia, ma i costi per i cittadini restino elevati. Per abbassare le tasse occorre che l’impianto Stir di Casalduni riprenda a funzionare dopo il devastante incendio dell’agosto 2018, ma in condizioni nuove di sicurezza e di efficienza e di efficacia grazie ad un investimento da 5 milioni di Euro che rassicuri innanzitutto la popolazione di Casalduni e dei comuni circostanti.

“Bisogna avere tariffe basse ma occorrono impianti. Uno ci sta, è a Casalduni  ma va a messa a norma. Vanno tutelati i lavoratori e i cittadini di Fragneto Monforte Casalduni, Pontelandolfo Ponte”. Poi  Iacovella ha chiarito: “Bisogna liberare l’intera struttura di rifiuti accantonati. Va liberato e messo a norma vanno discussi si termini se ci sono problemi di stabilità . Bisogna creare un circolo virtuoso”.

Il Vice Presidente della Provincia Nino Lombardi ha sottolineato che è inaccettabile l’enorme esborso di danaro pubblico da parte della Provincia per raccogliere esclusivamente il percolato che viene prodotto dalle discariche post-mortem come quella Tre Ponti di Montesarchio, che nessuno nel Sannio aveva mai chiesto: è necessaria una nuova stagione di cooperazione soprattutto con la Regione per chiudere questa pagina dolorosa.

Ad introdurre i lavori l’amministratore unico dell’Asia Donato Madaro che ha sottolineato: “C’è un consolidamento dell’Asia oltre al 66% della raccolta differenziata. E’ un trend in crescita. Stiamo portando avanti con l’Università del Sannio e implementazione del sistema sulla  Tarip”. Sugli impianti Madaro ha detto: “Quello che penalizza la nostra provincia è l’assenza di un digestore anaerobico. Paghiamo 200 euro a tonnellate. Questo è un enormità”.

Sui fondi del Pnrr Madaro ha chiarito: “Abbiamo diversi progetti in essere, soprattutto sulle contrade , ognuno con il proprio badge per conferire nell’area recintata. Immaginiamo un impianto per isole ecologiche e video sorvegliate. Infine un impianto sul multi materiale”.

E’ quindi intervenuto il Rettore Gerardo Canfora: “Abbiamo sviluppato un progetto  per risolvere un problema sulla tariffazione puntuale. Chi conferisce e quanto si conferisce. C’è il tracciamento in maniera puntuale. La sperimentazione sperimentata in una area cittadina. Ora si potrà estenderlo al resto della città. Noi ci crediamo che attraverso la tecnologia possiamo essere d’aiuto. Un progetto che potrà essere imitato”.