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A proposito del bisogno di partecipazione per la ripartenza, a Covid-19 ancora in corso, il Movimento 5 Stelle non aveva dimenticato, nel suo recente “manifesto” reso pubblico, lo strategico settore turistico-culturale.

In attesa della costituzione della Conferenza degli Enti e degli Operatori Culturali, prevista dalla Statuto comunale, ha chiesto che l’inattiva Fondazione Città Spettacolo convocasse almeno gli Stati generali della Cultura e del Turismo, annunciata solamente dall’ex assessore alla cultura Picucci e non ancora condivisa dall’attuale assessora Del Prete.

La scrivente ha ufficialmente chiesto di accorpare le Commissioni Cultura e Istruzione, che fanno capo ad un solo assessorato e che, tra l’altro, brillavano già prima del Coronavirus per scarsa attività.

Dopo il lockdown, lo stop forzato alle attività culturali e, in particolare, allo spettacolo si avvia gradualmente verso nuovi percorsi operativi, sicuramente penalizzanti per gli obblighi del distanziamento fisico, ma al tempo stesso incoraggianti per una nuova rinascita culturale.

In questi giorni ci si interroga sulla formula della prossima edizione di Città Spettacolo, che al coinvolgimento delle competenti energie locali dovrà unire la ricerca di palcoscenici alternativi e di luoghi in sicurezza.

Ai collaudati teatri all’aperto, come il Teatro Romano e l’Arco del Sacramento, potrebbero affiancarsi altri spazi della città (Hortus Conclusus, Villa dei Papi, Oasi La Pace, Colonia Elioterapica, Piazza Gramazio, Stadio Meomartini) insieme ai luoghi di quella Periferia, a cominciare dal Musa, già in parte utilizzata in precedenti edizioni della Rassegna (contrade Serretelle, Mascambruno, Camerelle), da riscoprire e valorizzare.

La decrescita forzata del pubblico richiede risposte concrete ed originali.

La proposta che formuliamo all’Amministrazione comunale e al Direttore artistico di Città Spettacolo è quella di venire incontro a chi comunque sarà escluso dalla rappresentazione dal vivo di una Rassegna storica che coinvolge il pubblico dagli inizi degli anni Ottanta.

A biglietti esauriti, e relativamente all’ultimo spettacolo in caso di repliche, chiediamo che si autorizzi la diretta streaming dei maggiori eventi in programma.

Al riguardo, potrebbe essere richiesto il coinvolgimento, non necessariamente a titolo gratuito, della stessa RAI o di altra nota rete televisiva nazionale.