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Durante l’Aperifestival di ieri, in occasione della presentazione dello spettacolo teatrale “Tre sull’altalena”, il direttore artistico Renato Giordano e l’ex provveditore agli studi, nonchè giornalista, Mario Pedicini hanno avuto un confronto molto interessante su una tematica di grande attualità, quella di Città Spettacolo e dell’evoluzione degli ultimi anni, con relativo allontanamento dalla mission iniziale. 
Secondo Pedicini, la tendenza è molto preoccupante: “Seguo Città Spettacolo dalla sua nascita, l’ambizione era diametralmente opposto a quella attuale. Ora si rischia di mettere il teatro, elemento focale a suo tempo, in un cantuccio. Capisco che l’inagibilità dei teatri va verso questa direzione e favorisce l’inserimento in cartellone di caramelle che prima erano un contorno ora diventano l’elemento primario di un festival che o riparte con un nuovo slancio culturale, o mestamente muore, trafitto da un mix di motivazioni, alcune davvero inspiegabili”.
Pronta la risposta del direttore artistico Renato Giordano, confortato da numeri in rosso che non danno scampo: “Delle prime edizioni di Città Spettacolo ricordo ancora le locandine e non mancavano certamente eventi popolari. Restiamo sensibili al mondo teatrale, basta conoscere il mio percorso professionale per capire che tornerà ad essere il clou della kermesse. Ma servono i teatri, non spazi belli, suggestivi, ma poco funzionali, con installazione di palchi temporanei al massimo per un monologo. In tal senso l’amministrazione sta lavorando per riconsegnare alla città i teatri che nel corso degli ultimi anni hanno chiuso per motivi diversi. Ma resta il fatto che Città Spettacolo è al quarto posto in Italia per attività di questo tipo, ma è normale che se le nuove generazioni restano sempre meno interessate a questo mondo, ci troveremo con Glauco Mauri che non riempie la platea e Peppino Di Capri o Clementino che fanno sold out”. 
Sette teatri in città, nessuno in questo momento garantisce l’apertura al pubblico. Ad ottobre, però, una grande novità: “Finalmente posso annunciare – ha concluso Renato Giordano – che il Teatro De Simone riaprirà con un cartellone, DeSimoneOff, che va nella direzione di un nuovo corso del teatro nel Sannio. Il mio monito, condiviso evidentemente con Mario Pedicini e con gli intellettuali beneventani, è quello di sederci intorno ad una tavola rotonda e confrontarci su tematiche culturali”.