Tempo di lettura: 4 minuti

Il sindaco di Castelvenere Mario Scetta torna sul tema Unione dei Comuni, invocando la fusione della Città Telesina e della Città dei Sanniti, i due organismi nati nella Valle Telesina per la gestione associata dei servizi fra i Comuni.

A comporre la Città Telesina sono i Comuni di Telese Terme, Amorosi, Castelvenere, San Salvatore Telesino e Solopaca mentre della Città dei Sanniti fanno parte Guardia Sanframondi, San Lupo, San Lorenzo Maggiore, Cusano Mutri, Pietraroja, Cerreto Sannita, Faicchio, San Lorenzello e Puglianello. Scetta, nei giorni scorsi, aveva chiesto quindi alle altre fasce tricolori un cambio di passo aggregando le due unioni e trasformando l’organismo sovracomunale da semplice adempimento di legge a strumento per una strategia comune di sviluppo locale.

Alle parole del Sindaco di Castelvenere avevano fatto seguito però le dichiarazioni del consigliere di opposizione di Telese Terme Angela Abbamondi che aveva attaccato aspramente il primo cittadino del centro termale Pasquale Carofano addebitando a quest’ultimo responsabilità politiche di “un fallimento” in tale ambito. Scetta allora cerca di correggere il tiro della discussione: “Sapevo bene che affrontare l’argomento ‘Unione dei Comuni’ avrebbe innescato una dialettica accesa ma non era e non è mia intenzione alimentare polemiche. D’altra parte chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Non è di accuse, colpe o di giustificazioni che dobbiamo parlare anche perché c’è da superare un peccato originale legislativo al quale il Governo stesso sta cercando di porre rimedio.

Le Unioni dei Comuni devono o dovrebbero essere razionalizzate, sviluppate e sostenute perché giuste e necessarie. Lo impone la necessità di migliorare i servizi e ridurne i costi, di promuovere interessi comuni, di intercettare finanziamenti, di economizzare sulle progettazioni, di mettere in rete risorse e offerte turistiche alternative.

Non è facile, però, rimuovere secoli di campanilismo, di miopi interessi territoriali di politiche propedeutiche al solo consenso elettorale. Oggi la pratica amministrativa sta cambiando ad una velocità tale da non consentire i necessari processi di metabolizzazione.

Ma, se siamo stati chiamati a governare come maggioranza e come opposizione paesi grandi e piccoli, dobbiamo fare di necessità virtù. Ciascuno deve offrire il proprio contributo per costruire e non per demolire, per governare processi evolutivi e non per ascoltarli”.

Il Sindaco di Castelvenere smentisce poi categoricamente l’uscita del Comune dalla Città Telesina e anzi precisa: “Con delibera di Consiglio comunale numero 64 del 22 novembre 2016 sono stati nominati i nuovi delegati Mario Moccia, Bruno Rubano e Luigi Piazza ed è fermo convincimento di questa amministrazione portare avanti l’Unione dei Comuni. Ma, alla luce dei mutati orientamenti politici e programmatici regionali, nazionali ed europei, sarebbe auspicabile una fusione tra la ‘Città Telesina’ e la ‘Città dei Sanniti’ per una unione allargata anche ad altri Comuni per superare la soglia dei 50.000 abitanti. E, nell’ambito di una unione allargata sviluppare nuclei di interessi condivisi (enogastronomia, termalismo, artigianato, turismo, promozione territoriale) ed amalgamarli in una rete di interessi collettivi.

Non è nostra intenzione analizzare per ricercare negatività e capri espiatori. Servirebbe a poco, anzi a nulla, ma riteniamo necessario far tesoro dei nostri errori per ripartire, per costruire o ricostruire. Addossare colpe a questo o a quel sindaco sarebbe ingiusto e, oltretutto, inutile. Dunque niente polemiche ma condivisione e sostegno reciproco. I polli di Don Abbondio siano di insegnamento!.

Ricordo a me stesso e ai tanti colleghi amministratori – conclude Mario Scetta – che abbiamo il dovere di fare e non di distruggere anche perché siamo tutti di passaggio sugli scranni delle assisi amministrative e sarà sempre ricordato solo chi ha operato in positivo.

Pertanto rinnovo l’invito ai presidenti e, successivamente, ai sindaci dei paesi delle due ‘Città’ per un confronto costruttivo e tempestivo perché da soli si procede più veloci ma, insieme, si va più lontano”.