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“Sono mesi anzi anni che chiediamo la massima attenzione sulle scuole e sull’urgenza di un piano operativo dettagliato in vista dei tanti interventi che contemporaneamente interessano gli Istituti.
Che le scuole siano viste più come un ricco bottino da non farsi sfuggire che come un servizio essenziale da preservare, soprattutto nel disastro educativo che viviamo, è cosa nota.
Chiudere ad ogni colpo di vento, avere il primato per le chiusure nel periodo Covid, quando nel resto d’Italia le scuole riaprivano i cancelli, parlare con tale leggerezza di doppi turni, significa non rendersi conto di cosa le famiglie e le scuole vivono, oltre ad ignorare che c’è un calendario scolastico da rispettare, pena la perdita dell’anno.
Mentre ancora attendiamo gli interventi sui ragazzi a rischio dispersione e le scuole rischiano di assomigliare sempre più ad una trincea, quando non si riesce neppure a tenere i termosifoni accesi a Gennaio e la manutenzione ordinaria è sempre una nota dolente, sono i mega investimenti l’unico argomento sul tavoli, costi quel che costi.
E qui la domanda nasce spontanea: era proprio necessario un intervento così radicale di abbattimento sul Nicola Sala – Torre? Se la scuola è così pericolosa da non poter essere ammodernata con interventi meno drastici perché è aperta?
Abbiamo chiesto da subito di conoscere il piano di ricollocamento per il Nicola – Sala, sentendoci rispondere “a tempo debito”, quando dovrebbe essere invece obbligatorio che sia già predisposto al momento della richiesta del finanziamento. Evidentemente si procede a vista anche per un istituto così popoloso, preferendo tacciare l’opposizione di polemica strumentale o addirittura dare del Masaniello ad un Dirigente.
È bene ricordare che ad agosto 2023 chiedemmo rassicurazioni e ci fu garantito, nella seduta di commissione appositamente convocata, che i lavori al Nicola Sala – Torre non sarebbero iniziati prima di giugno 2024 (evidentemente era stata data la stessa rassicurazione alla scuola).
Fummo anche in quella sede rassicurati sui doppi turni: per dicembre gli alunni della Pietà sarebbero ritornati nel loro plesso, lasciando libero quello provvisorio in centro storico, e lo stesso sarebbe avvenuto per Cretarossa, ospitato dall’edificio di Capodimonte. Invece, siamo a Gennaio e né la Pietà, né Cretarossa sono rientrati nelle loro sedi, per vicende più o meno note.
Ma come è possibile che il Comune scopra a gennaio 2024 che i lavori non possono più iniziare a Giugno, ma devono iniziare il 31 Marzo pena la perdita del finanziamento?
Non è più il tempo dei “faremo…diremo”, tanto più in pieno periodo di iscrizioni, dove queste amare sorprese rischiano di essere penalizzanti”.