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Questa mattina presso gli uffici della presidenza del Tribunale di Benevento è stata firmata una convenzione per lo svolgimento dei percorsi di recupero destinati agli autori di violenza domestica, sessuale e di genere o contro minori. A sottoscriverla il presidente del Tribunale di Benevento la dottoressa Marilisa Rinaldi, il rappresentante legale dell’ETS Simposio ACLI Benevento e presidente regionale ACLI Campania dottor Filiberto Parente, ed il direttore dell’UEPE la dottoressa Marisa Bocchino.

La convenzione è la prima di questo genere sottoscritta in Provincia di Benevento. Alla firma questa mattina era presente anche il presidente della Acli Provinciali di Benevento la dottoressa Maria Giovanna Pagliarulo.

E’ la prima convenzione di questo tipo firmata in Provincia di Benevento, noi siamo molto contenti di questo e ringrazio il presidente Rinaldi ed il direttore Bocchino per l’opportunità – ha commentato Filiberto Parente. Questa convenzione ci darà la possibilità di operare rispetto al Codice rosso, e nello specifico con i maltrattanti, in virtù di quanto stabilito dall’articolo 165 del codice penale. Queste persone, ammonite dal questore o autori di reato, potranno emendare la loro colpa con un percorso di recupero grazie alla rete di professionisti, per lo più psicologi, delle ACLI appositamente formati per poterli guidare in un percorso riabilitante”.

Ci pare importante, come Terzo settore – ha sottolineato Parente – rilanciare questi temi e le Acli Campania lo fanno credendo da un lato in quelle che sono le misure alternative al carcere, e dall’altro promuovendo la parità di genere e contrastando ogni forma di discriminazione. Ce lo chiede l’agenda 2030 e ce lo dice il nostro senso di appartenenza verso le ACLI che da 80 anni lavorano perché a tutte le persone vengano garantiti le opportunità e gli strumenti per una cittadinanza piena. Le attività previste dalla convenzioni saranno possibili grazie ad un progetto 5xmille delle ACLI Regione Campania Irpef 2022″.

Siamo molto soddisfatti per questo protocollo e lo consideriamo uno strumento innovativo – ha aggiunto il presidente provinciale delle ACLI Maria Giovanna Pagliarulo – in quanto ci permette di chiudere il cerchio perché da un lato dobbiamo sostenere chi subisce violenza, ma dall’altro dobbiamo avere anche la possibilità di integrare in una società più civile e funzionale il maltrattante”.