Tempo di lettura: 4 minuti

Benevento – Di seguito una nota stampa a firma dell’avv. Luca Coletta e del prof. Francesco Di Donato per il “Comitato giù la mani dai pini”.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

L’antefatto: al Tg5 delle 13.00 di ieri va in onda un servizio dell’Indignato Speciale che – parlando della tendenza dei comuni ad abbattere i pini invece di adottare le soluzioni alternative esistenti – individua la causa di tale prassi nella generale incompetenza da cui sono afflitte le amministrazioni italiche.

Un concetto non esattamente favorevole alla linea del Comune di Benevento, che comunque si sarebbe potuto perdere nell’etere, come accade continuamente.

E invece la sempre solerte compagine di Noi Campani che fa? Sforna un mirabolante comunicato in cui, sovvertendo il senso dell’intero servizio, riporta come esemplari non si sa di cosa esclusivamente le dichiarazioni del sindaco abbattitore di Pietraperzia (En), per sostenere il trito refrain a cui ci hanno abituato in questi due anni: i pini sono pericolosi di natura, vanno abbattuti e solo a Benevento ciò diventa una questione ideologica.

A parte il fatto che proprio il servizio del Tg5 insieme a una veloce ricerca su Google basterebbero a dimostrare che in tutta Italia ci sono cittadini che insorgono per gli abbattimenti. Non capiamo quale possa essere l’ideologia che spinge da due anni la nostra protesta, attendendo delucidazioni da chi è riuscito a trasformare – non si sa ancora bene perché – una questione di buona gestione in una crociata contro alberi che dovrebbero essere tutelati come autentici monumenti.  

E tuttavia il comunicato, pur nella sua inconsistenza, è un caso di manipolazione inquietante. Perché se gli zelanti  Noi Campani hanno sentito il bisogno di travisare a reti unificate un servizio televisivo che niente ha a che fare con Benevento, vuol dire che tanto per cambiare le intenzioni dell’amministrazione sono sempre le stesse, a dispetto di qualunque evidenza.

Non lo credevamo possibile ma urge ricordare ancora una volta  che – stando a quanto a più riprese riportato dal Mattino – esisterebbe una perizia depositata dal consulente tecnico della Procura, prof. Claudio Massimo Colombo, per la quale i 12 pini eliminati due anni fa erano perfettamente sani (cosa per cui ci aspettiamo la consequenziale formulazione di un capo d’imputazione) e dei 300 che la giunta vorrebbe abbattere solo per una decina si potrebbe considerare tale opzione.

D’altra parte, persino la relazione del consulente del Comune, dott. Cardiello, pur sforzandosi di soddisfare i desiderata del committente non è riuscita ad andare oltre i 24 esemplari.

A questo punto forse è il Comune – che non riesce né a fare tesoro dell’accaduto né a dialogare proficuamente con la società civile, preferendo la facile retorica del “popolo” – a farne un caso “ideologico”. Lo stesso Comune che non ha adottato nessuna delle pratiche di buona manutenzione degli alberi, come le cure per i parassiti e le corrette potature eseguite da personale adeguato. Magari nella speranza che cadesse almeno qualche ramo in testa a qualcuno a riprova delle proprie teorie. Lo stesso Comune che si vanta – in una triste gara con la senatrice grillina Ricciardi – di aver propiziato il progetto di concentrazione di uffici pubblici nella ex Caserma Pepicelli a esclusivo vantaggio “contabile” dello Stato in barba alla tanto declamata sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana, e a detrimento – al solito – dell’odiato viale, della città e dei cittadini di Benevento.

Aggiungiamo che se l’amministrazione si aspetta di poter fare quello che aveva in mente fin dall’inizio, approfittando dei lavori di rifacimento parziale dei marciapiedi e del manto stradale del viale degli Atlantici, si sbaglia di grosso.

Forse sfugge che la perizia del loro consulente Cardiello non è un mero suggerimento di massima, di cui si può tenere o non tenere conto a piacere, ma una relazione tecnica con tanto di indicazioni e soluzioni precise riguardo le pratiche da adottare in generale e durante i lavori, che – prima di procedere – dovrebbero essere trasfuse in un vero e proprio progetto esecutivo.

Abbiamo l’impressione che ciò non sia stato compreso, se stando a un articolo del Mattino della scorsa settimana, i lavori sul viale inizieranno presto senza che sia stato redatto alcun progetto dettagliato in merito ai comportamenti da attuare, rigorosamente, in prossimità dei pini, ma semplicemente avvalendosi della presenza di un agronomo fornito dalla ditta aggiudicataria dei lavori.

Non vogliamo nemmeno pensare che se l’intento,recondito, è quello di apportare danni alle radici per cercare di ottenere in altro modo l’eliminazione dei pini, sappiano fin da ora che saranno incatenati alle loro responsabilità proprio dalla perizia Cardiello”.