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Benevento – Imprenditori e commercianti a confronto per trovare una strategia comune per uscire dalla pesante stasi economica creata dalla pandemia da Covid-19. Chiamate dalla Confcommercio e Unitalia presso il Piccolo Teatro Libertà, due delle categorie lavorative più pesantemente azzannate dalla crisi hanno discusso su una possibile strategia per il dopo “lockdown” insieme ad Associazioni e portatori di interessi legittimi e diffusi.

Non tutto è perduto, anzi c’è la volontà di rinascere, e c’è la voglia di presentare alle Istituzioni un programma ed una strada per ritrovare la luce in fondo al tunnel. Occorre far presto. L’idea è quella di presentare un masterplan per ogni comparto produttivo interessato e proporlo al Comune di Benevento e alla Regione Campania.

Il presidente della Confcommercio Nicola Romano ha sottolineato: “Questo è un primo step, occorre trovare l’unità per poi confluire con un percorso sinergico che interessi a tutti“. Sulla Tosap e sull’allargamento degli spazi per i locali, Romano ha sottolineato: “Siamo contenti che il Comune abbia intrapreso quest”indirizzo. La città è in crisi e vive una recessione totale”.

Si è discusso questa sera anche del problema movida dopo anche le ultime ordinanze del governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Non bisogna affrontare il problema in maniera uniforme. Non va bene cosi, ogni territorio ha le sue peculiarità e criticità. Non posiamo paragonarci alla movida di Napoli. Ogni comune, ogni realtà ha una sua criticità. Immaginare di chiudere i locali alle 23  per  gli alcolici, con i supermercati aperti, non serve a nulla. I giovani possono comprare gli alcolici nei market e fare assembramenti in altre piazze della città. E inimmaginabile pensare che un giovane alle 23 torni a casa. Non si possono prendere misure che si scontrano con la realtà”.

Sulla movida, l’esercente Gino Cocozza si è detto ottimista dopo l’ultima ordinanza regionale: “Io gli ho dato la mia interpretazione. L’allungamento dell’orario fino all’una la ritengo una cosa inaspettata. Dovremo servire all’interno dei locali sia al banco che ai nostri tavoli. Non si poteva fare diversamente. La norma che vieta gli assembramenti è una norma nazionale. Occorre prendere atto che qualcosa è cambiato. Noi ci adegueremo , spero lo farà anche la clientela. Ci avviamo lentamente a prendere, il Comune ci ha dato la disponibilità di utilizzare nuovi spazi. Tre mesi di chiusura sono stati insostenibili. Qualcuno è già ripartito, altri si stanno attrezzando“.