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Airola (Bn) – L’araba fenice era un uccello mitologico, capace di risorgere dalle proprie ceneri: a questa deve ispirarsi la Sapa di Airola, dopo il terribile incendio che l’ha avvolta sabato scorso. Cosi Pasquale Rungi, un cittadino di Airola fattosi portavoce di un Comitato che si vuole battere perla rinascita dell’importante polo industriale della Valle Caudina e che ha guidato la manifestazione pubblica svoltasi ieri sera tra le strade del centro e a cui ha dato il nome “Una luce sul futuro”. L’iniziativa ha avuto una risposta corale: hanno sfilato in duecento. Semplici cittadini, ma anche l’Amministrazione chiamata alla guida di Airola con le elezioni di inizio ottobre, esponenti dell’opposizione in Consiglio comunale, la Chiesa locale hanno partecipato alla fiaccolata perché fosse tenuta alta l’attenzione delle istituzioni a tutti i livelli sulla crisi che il rogo ha causato anche e soprattutto sul fronte ambientale. Lo stesso sindaco Vincenzo Falzarano ha voluto segnalare la grave preoccupazione dell’Amministrazione che si è venuta a creare partecipando alla fiaccolata indossando la fascia tricolore. Mentre sono tuttora in corso le indagini e gli accertamenti da parte dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri per fare chiarezza sulle cause scatenanti lo spaventoso rogo che ha investito l’opificio di 30.000 metri quadrati della Sapa e lambito anche altri insediamenti produttivi e commerciali che insistono nell’area industriale caudina. Dopo l’immensa nuvola di fumo nero levatasi dalla Sapa che ha investito persino il napoletano, quotidianamente l‘Arpac provvede a rilevare il possibile inquinamento dell’atmosfera e se i dati, trasmessi finora, sono tutti rassicuranti, la cittadinanza ha risposto all’appello di Rungi, manifestando la propria preoccupazione. Il corteo, avviatosi in piazza San Giorgio, ha poi attraversato Corso Caudino per arrivare alla croce dei Padri Passionisti, posta in prossimità dell’area industriale, dove è stata deposta una corona di fiori. Rungi ha sottolineato: “Dalle ceneri che abbiamo visto tutti la settimana scorsa vorrei che nascesse qualcosa di bello. Siamo preoccupati per il futuro. La mia paura era quella che potessimo diventare come la terra dei fuochi. Erano immagini angoscianti e difficili da accettare, fortunatamente siamo lontani anni luce dalla terra dei fuochi. Il problema c’è e bisognerà alzare la soglia d’attenzione per il prossimo futuro. Teniamo vivo il ricordo per rinascere come prima” .