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Da qualche giorno Clemente Mastella si aggira tra Napoli e Roma. “Ho incontrato un po’ di amici ma niente nomi” – spiega ad Adolfo Pappalarado nell’intervista pubblicata oggi su “Il Mattino“. L’Oscar per l’attore non protagonista di questa crisi non glielo toglie nessuno. Per ore giornali e media hanno parlato più di lui che di Renzi: “E queste cose a uno come lui lo uccidono” – constata l’ex Guardasigilli. Che ha il telefono sempre occupato. “Mi chiamano anche renziani, non faccio nomi, sono corretto ma se Renzi continua a sfidarmi dico chi sono. E poi vediamo“. Un duello inatteso quello tra l’inquilino di palazzo Mosti e l’ex presidente del Consiglio. Soltanto qualche mese fa, d’altronde, nei corridoi del Transatlantico in molti davano ormai per imminente l’adesione di Mastella proprio al partito di Renzi: “Con me e con Sandra si era parlato di un progetto ma alla fine io mi sono fermato e Renzi mi ha puntato“. E ora? Una chiamata dopo l’altra, Mastella è al lavoro. All’appello ai “costruttori” rivolto dal presidente della Repubblica Mattarella nel suo discorso di fine anno lui risponde presente: “Mi ritengo tale e lo faccio volentieri. Anzi, credo sia un mio dovere“. E pazienza se questa costruzione si risolverà in un sostegno al Pd e al M5S: “Non ci ho pensato due volte a dare un aiuto a una maggioranza che nella mia città mi è ostile“. E allora, cosa ha in mente Mastella? “Voglio fare alleanze e non ricatti come Renzi. Alle prossime politiche immagino un’alleanza con il centrosinistra per vincere nei collegi uninominali“. Magari con un nuovo partito. “Ci sto pensando“. Potrebbe chiamarsi “Meglio noi“. Non proprio una novità, Mastella ne parlò già a Benevento un po’ di tempo fa. Intanto, però, c’è un governo da salvare. Impresa possibile? “Nei casi di emergenza– assicura il politico sannita – i numeri escono sempre“.