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Io sindaco grazie a Mastella”. A Luigi de Magistris giocare in trasferta non dispiace affatto. A Ceppaloni per ‘La città ribelle’, libro in cui racconta la sua esperienza amministrativa, dinanzi al calcio di rigore offertogli dal moderatore dell’iniziativa, il giornalista Alessandro Paolo Lombardo, il sindaco di Napoli non ci pensa troppo a calciare il pallone nella porta sguarnita.

Vengo in pace a Ceppaloni. Visto che me lo chiedete, però, devo raccogliere la vostra provocazione. E allora sì, e lo dico con rammarico: se oggi sono il sindaco di Napoli è grazie a Mastella. A Mastella e a quelli come lui che mi hanno avversato quando ero pubblico ministero. E il mio rammarico nasce da questo: il mio sogno non era fare il politico ma il magistrato, lavoro che avevo scelto spinto dall’ammirazione per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

Tra Calabria e Campania, la toga l’ha indossata per quindici anni. Poi l’inchiesta ‘Why not’ e l’incontro con Clemente Mastella. Vicenda decisiva per la carriera del magistrato, rimosso dall’indagine e trasferito da Catanzaro a Napoli per decisione del Csm subito dopo le dimissioni del politico sannita dalla carica di ministro per la Giustizia. Trascorrono pochi mesi e de Magistris annuncia dal blog di Antonio Di Pietro, nel marzo del 2009, il suo ingresso in politica.

Mastella è stato determinante” – racconta oggi la fascia tricolore partenopea. “I miei sostenitori dovrebbero dedicargli un monumento. E allo stesso tempo i miei avversari se la prendessero con lui. E siccome molti dei miei avversari sono gli alleati di Mastella, che dire: si scannassero tra loro”.

Quella su Mastella è una delle poche deviazioni che il sindaco si concede dalla traccia principale segnata dalla presentazione del libro – “la testimonianza di una storia vera, bella, entusiasmante e complicata” -, evento voluto e organizzato dal comitato locale ‘Cittadinanza Attiva’, rappresentato in sala dall’avvocato Stefania Pepicelli.

Ma a dargli il benvenuto c’è anche il padrone di casa, Claudio Cataudo, primo cittadino di Ceppaloni e fedelissimo di Mastella: “Ospitalità doverosa e gradita, la mia. La Campania ha bisogno del dialogo tra le aree interne e la città metropolitana, così come la politica necessita del protagonismo dei sindaci”.

Anche di elezioni de Magistris parla poco. “Non sosterrò nessuno. Faccio il sindaco di Napoli 24 ore su 24, non vado a dormire mai prima delle 2 di notte, figuriamoci se ho il tempo di fare campagna elettorale”. L’apprezzamento per l’esperienza di Potere al Popolo, comunque, resta: “Se mi chiedono cosa penso di alcuni ragazzi che si candidano a guidare il Paese, che decidono di fare politica seguendo un percorso diverso da quello indicato dai partiti tradizionali, dico che è una cosa bella. Ma non parliamo di schieramento né di sostegno formale”.