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Benevento – Tempi lunghi. Adesso bisogna solo armarsi di pazienza e di speranza, continuando a seguire le regole e aspettando il giorno in cui tutto questo passerà. Arriveremo a voltare pagina e in quel momento ci ritroveremo davanti nuovi scenari e (purtroppo) nuovi problemi.

Tornerà a rotolare il pallone sui campi da gioco. Succederà a Benevento, in provincia e in tutta la Regione ma il conto che rischia di pagare il calcio dilettantistico potrebbe essere salato. Quando bisognerà rimettere in funzione a pieno regime il motore produttivo dell’Italia, rallentato dal Governo per stessa ammissione del Premier Giuseppe Conte, quanti imprenditori avranno ancora voglia e risorse da investire nel pallone? Quanti sponsor continueranno a sostenere le varie compagini? Quanti appassionati saranno disposti a “investire” tempo nel calcio, sottraendolo ad altre attività che, causa crisi, diventeranno fonte ulteriore di sostentamento economico?

Molte squadre rischiano dunque di sparire o almeno di subire un brusco ridimensionamento delle proprie ambizioni. E’ questo il vero dilemma attuale, ancor più ogni discorso su un ipotetico ritorno in campo o su promozioni e retrocessioni. Nel calcio “povero” della gente, dove di soldi ne girano pochi e il peso delle idee ha iniziato a farsi sempre più consistente nel tempo, è l’incertezza a regnare sovrana. La paura di andare incontro a un baratro è grande, soprattutto in una provincia come quella sannita che, nel corso degli anni, ha già dovuto fare i conti con un notevole contraccolpo. Gli anni d’oro della serie D e dell’Eccellenza sono solo un ricordo, lo sarà anche il coronavirus e a quel punto (ahimè) i nodi verranno al pettine.