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Benevento – C’è anche un pizzico di Sannio nel nuovo film di Paolo Sorrentino, “E’ stata la mano di Dio”, la pellicola scelta per rappresentare l’Italia agli Oscar 2022, già nelle sale dal 24 novembre e in onda su Netflix dal 15 dicembre. Si tratta di Stefano Scarinzi, 28enne di Vitulano (Benevento), scelto come comparsa nel film del Premio Oscar napoletano, che vede tra i protagonisti il casertano Toni Servillo, Filippo Scotti e Luisa Ranieri.

La figura di Maradona fa da sfondo alla narrazione e c’è un momento nel film dove i due fratelli Marchino e Fabietto (Paolo Sorrentino) assistono all’allenamento del campione argentino. La scena è quella dove Maradona si vede impegnato a battere le punizioni e il fratello maggiore di Fabietto ne elogia “la perseveranza” che lui non avrà mai. A difendere la porta, mentre il calciatore argentino si allena allo stadio Collana, c’è proprio Stefano. Quest’ultimo, in un’intervista ad ‘Anteprima24.it’, svela alcuni retroscena sulla trama del film, sconvolta dalla situazione Covid.

Stefano, infatti, doveva interpretare Nando Orsi (portiere della Lazio), in una scena che prevedeva i tre gol che Maradona segnò proprio ai biancocelesti nel 1985, ma il regista è stato costretto a rivedere il copione. Sorrentino, allora, ha deciso di mostrare un allenamento del Napoli con Maradona che calcia le punizioni e il portiere che subisce gol: “La storia è lunghetta e particolare: a fine estate 2020, Giuseppe Ciampa, che fa spesso la comparsa in film e serie TV (recentemente è apparso ne “Il paradiso delle signore” ndr), dopo aver fatto il casting per “È stata la mano di Dio” ed essere stato preso, ha dato il mio numero alla responsabile di ‘Fremantle’ (la società che si occupava delle figurazione speciali) poiché necessitava di un portiere di calcio”.

Fra le tante comparse che hanno partecipato al cast ci sono anche altri due sanniti, Carmine De Mizio di Montesarchio e Giuseppe Ciampa di Benevento che insieme a Gennaro Troianiello si allenano sullo sfondo: “Ho dovuto fare una sorta di provino – spiega Stefano – (un allenamento a Mugnano di Napoli con il preparatore dei portieri dell’Equipe Campania, squadra da cui venivano buona parte dei calciatori – tra cui Gennaio Troianiello – impegnati nella scena del film) per essere scelto come portiere della Lazio, dato che la scena calcistica originaria prevedeva che venissero mostrati i tre gol che Maradona segnò proprio ai capitolini nel 1985. Nonostante fossero già state svolte due giornate di prove (con la supervisione di Antonio Vanacore, ex calciatore del Benevento e allenatore dell’Equipe Campania, purtroppo deceduto a marzo 2021 per il coronavirus) e fosse stato deciso che la scena sarebbe stata girata allo stadio San Francesco di Assisi di Nocera Inferiore, Paolo Sorrentino ha dovuto rivedere i suoi piani a causa del peggioramento della situazione Covid nell’ottobre 2020, che gli impediva di poter riempire gli spalti con un numero sufficiente di comparse. Quindi, invece di far vedere la partita tra Napoli e Lazio, ha deciso di mostrare un allenamento del Napoli con Maradona che calcia le punizioni e il portiere che subisce gol. L’estremo difensore del Napoli non sarei dovuto essere io, ma, il giorno delle riprese (svoltesi allo stadio Collana al Vomero), colui che avrebbe dovuto interpretare quel ruolo, dopo i primi tuffi, ha rinunciato a girare la scena e la responsabile della ‘Fremantle’ ha chiamato me (non dovendo più interpretare Orsi, ero stato dirottato a fare la comparsa sugli spalti)”.

Stefano ha poi raccontato: “Ho fatto un tuffo di prova, Sorrentino, che era sugli spalti a girare, ha approvato e ha dato a me il faticoso ruolo (ho dovuto effettuare una quarantina di tuffi consecutivi tutti sul lato sinistro) del portiere del Napoli”. Il ragazzo conclude esternando la sua emozione: “È stata una bellissima esperienza che porterò sempre dentro di me e che ha tutte le caratteristiche per essere il classico racconto da fare ai nipotini”.

LA SCENA DEL FILM

I PROVINI