Tempo di lettura: 3 minuti
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Luigi Barone in merito alla questione cinghiali.
 
L’emergenza cinghiali in Campania e in particolare nel Sannio ha raggiunto livelli insostenibili. Centinaia di ettari di coltivazioni distrutti, danni ingenti alle aziende agricole, decine di incidenti stradali ogni mese, con pericoli sempre più frequenti per residenti e turisti nelle aree rurali e persino nei centri abitati: il bilancio è drammatico, e la situazione è ormai fuori controllo.
Dai diversi comprensori del Sannio le segnalazioni si moltiplicano. I cinghiali sono ovunque: devastano campi, invadono strade e centri abitati, mettono a rischio la sicurezza e la tenuta economica delle comunità locali. Si tratta di un problema diffuso, quotidiano, che non risparmia nessun territorio e che richiede un intervento urgente, deciso e coordinato.
Nonostante le denunce di agricoltori, sindaci e cittadini, le risposte istituzionali della Regione Campania finora sono state del tutto insufficienti. I piani di contenimento sono fermi, le autorizzazioni per gli abbattimenti selettivi arrivano con grande ritardo e le risorse economiche stanziate non coprono nemmeno una minima parte dei danni subiti dalle aziende agricole.
I numeri parlano da soli: i danni all’agricoltura sono aumentati del 30% nell’ultimo anno, un’azienda agricola su tre ha subito perdite dirette e gli incidenti stradali causati dai cinghiali nel primo semestre del 2025 sono cresciuti del 60% rispetto all’anno precedente. Gli avvistamenti in aree urbane, protette o turistiche sono ormai quotidiani.
A questo si aggiunge il rischio sanitario: i cinghiali sono potenziali veicoli di malattie come la peste suina africana, una minaccia seria per la zootecnia e l’intera filiera agroalimentare.
Serve un cambio di passo immediato. Chiediamo che la Regione Campania riconosca formalmente lo stato di emergenza e istituisca un tavolo di crisi permanente con tutti i soggetti coinvolti: Regione, Ispra, Asl, Protezione Civile, Comuni, Ambiti Territoriali di Caccia, agricoltori, allevatori e cacciatori. È necessario, inoltre, che la Regione chieda al Governo la nomina di un Commissario straordinario per l’emergenza cinghiali. 
Occorre avviare senza ulteriori ritardi i piani provinciali di contenimento, affidati a squadre qualificate e coordinate da guardie venatorie e polizia provinciale, semplificare le procedure per il rilascio dei permessi di abbattimento, installare sistemi di cattura e recinzioni nelle aree sensibili, impiegare tecnologie di monitoraggio come fototrappole e droni. Va poi istituito un fondo straordinario per risarcire rapidamente i danni subiti dagli agricoltori e finanziare misure preventive adeguate.
Quella dei cinghiali non è più solo una questione agricola, ma un’emergenza che riguarda la sicurezza pubblica, la salute, l’ambiente e la sopravvivenza stessa di molte aree interne. Le comunità rurali non possono più sostenere da sole il peso di questo problema. È il momento di passare dalle parole ai fatti.