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Benevento – Lontani ma uniti. E’ un po’ il senso delle tante videochiamate che oggi aiutano ad accorciare le distanze in periodo di coronavirus. Salvatore Esposito, il volto di Genny Savastano in Gomorra, si è inventato delle chiacchierate live tra personaggi famosi per tenere compagnia a tutti quelli che sono in casa in questi giorni. Ieri l’attore, oltre a “telefonare” a Ciro Immobile e Fabio Cannavaro, ha videochiamato anche Christian Maggio, difensore e capitano del Benevento.

Maggio: “Siamo rinchiusi, non se ne può più. Tutto apposto, speriamo che passi in fretta“. 

Savastano: “Io sono uno di quelli che se il Benevento non sale, in un modo o nell’altro, si farà incatenare. Sarebbe una delle più grandi ingiustizie avendo 22 punti di vantaggio“.

Maggio: “La situazione che stiamo vivendo non è facile, spero di andare in serie A“.

Savastano: “Schiattarella è un mio compaesano, pensa che abbiamo giocato insieme. Abbiamo giocato negli Amici di Mugnano, io allora ero ancora convinto di poter fare il portiere, prima di capire che sarei stato un grande bomber. Lui già faceva la differenza nella stessa scuola calcio di Palladino e Migliaccio“.

Maggio: “Sono contento che Schiatta sia venuto a Benevento, è un napoletano doc“.

Savastano: “Avete uno squadrone, a parte mister Inzaghi che sta facendo un grande lavoro“.

Maggio: “Anche l’anno scorso avevamo una grande squadra, dico la verità. Il problema sono stati gli alti e bassi, non abbiamo mai avuto continuità sui risultati. Quest’anno abbiamo imparato tante cose e stiamo andando fortunatamente alla grande“.

Savastano: “Ho parlato con De Nicola e lui mi disse che tu fisicamente sei un ventenne. Ti auguro di fare quel giro di campo, anche se stai con il Benevento, per quello che hai fatto per il Napoli lo meriti“.

Maggio: “E’ di parte De Nicola. Quella è l’idea ma è chiaro che ho una certa età e non potrò giocare ancora per tanti anni. La forza e la voglia ci sono, fino a quando ci saranno continuerò“.

Savastano: “Una volta che smetti come ti vedi? Allenatore? Dirigente?“.

Maggio: “Me la faccio tutti i giorni questa domanda, sono sincero. E’ normale perché ormai sono in dirittura d’arrivo e ci penso. Non lo so ancora, ho tante idee dovrò vedere se prendere il patentino per allenatore o per direttore sportivo. Sceglierò, l’idea è di continuare nell’ambito calcistico. A me piacciono molto i bambini, sono sincero. Adesso lasciami giocare. A te tutto bene?“.

Savastano: “Sono tornato da Chicago, anche lì la situazione non era facile. Tu hai i tuoi tutti a Vicenza?“.

Maggio: “Ho i miei suoceri, i miei fratelli e gli amici su a Vicenza. La situazione è veramente brutta, stiamo a casa“.

Savastano: “Restiamo a casa, lo diciamo a tutti. Ormai non ci sono più zone rosse, rossissime o gialle. Ci sono zone tutte uguali“.

Maggio: “Devo essere sincero, tra Benevento e Napoli vedo la gente che ha capito e ha recepito il messaggio“.

Savastano: “Sai la mia paura quale è? Come inizieranno a calare i casi, perché caleranno è fisiologico, tutti ricominceranno a uscire, a ballare, a fare…“.

Maggio: “Sai Salva io ho questa idea, il fatto che questo problema sia successo al Nord ha permesso al Sud di muoversi in anticipo, almeno lo spero tanto perché se capitasse una cosa del genere qui sarebbe dura. Siamo forti e passeremo anche questa”.