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Celebrato il 78esimo anniversario dalla nascita della Repubblica che fu sancita con referendum popolare del 2 giugno e 3 giugno 1946: la Cerimonia, come da tradizione si è svolta ai piedi del Monumento alla Vittoria Alata in piazza Iv Novembre. La Celebrazione della epocale scelta di campo voluta dal popolo italiano alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quest’anno cade in un periodo assai delicato per l’Europa con la guerra in Ucraina ancora in corso e la strage di Gaza a preoccupare tutto il mondo. I momenti più significativi della cerimonia, coordinata dal maggiore dei Carabinieri, Francesco Altieri, alla guida della Compagnia di Cerreto Sannita, sono stati sottolineati dai musicisti della Banda Musicale del Conservatorio diretta con grande attenzione e cura da Vincenzo D’Arcangelo e con l’ausilio dei ragazzi del Convitto Giannone che hanno sfilato a fine cerimonia con una bandiera tricolore sull’Inno alla Gioia di Beethoven. Lo schieramento del picchetto d’onore interforze con rappresentanza anche della Croce Rossa e dei Vigili del fuoco  è stato comandato dal maggiore dell’Arma dei Carabinieri, Francesco Altieri che ha ordinato di rendere gli onori al prefetto Carlo Torlontano. Questi, accompagnato dal comandante dei Carabinieri, Enrico Calandro, ha passato in rassegna i reparti  e reso omaggio ai gonfaloni del Comune, Medaglia d’oro al Valor Civile, e della Provincia. Dopo l’alzabandiera e l’apposizione della Corona d’alloro, benedetta dall’arcivescovo Felice Accrocca, il prefetto Torlontano ha letto il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ed ha poi aggiunto i suoi ringraziamenti alle forze dell’ordine e quindi al questore Giorgio Trabunella, che hanno pienamente collaborato, con apporti equilibrati e professionali, nei momenti difficili affrontati anche da questo territorio e cercato di superare la crisi e di dare risposte durevoli ai cittadini ed in particolare ai giovani ed agli anziani. Hanno preso quindi la parola sia il sindaco Mastella che il presidente della Provincia Nino Lombardi. Il Prefetto Torlontano ha ricordato: “Nacque dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Ricorre il 78esimo anniversario. Una lotta contro il nazifascismo”.
Il Prefetto ha ricordato come si voleva commemorare le stragi naziste ormai giunti all’80esimo anniversario  verificate nel 1944. Il sindaco di Benevento Clemente Mastella, con un discorso dai toni molto preoccupati ed allarmati, ha richiamato ai principi fondativi della Repubblica per la quale in tanti italiani, di tutte le fedi politiche, si immolarono. Mastella ha voluto sottolineare dal suo punto di vista quella che considera la “sciagura dell’autonomia differenziata” al vaglio del Parlamento e che porterà solo disparità e nuove povertà sui territori meridionali: “Perdiamo i valori della sussidiarietà Era un valore e lo stiamo man man mano perdendo. Bisogna continuare a combattere in maniera molto decisa. Bisogna combattere chi non vuole l’unità nazionale  respingendo gli attacchi. L’Italia è un paese unito”. 

Il Presidente Lombardi ha sottolineato come occorra riaffermare l’impegno a rendere concreto l’esercizio dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale: quello della libertà  democrazia, uguaglianza. “Oggi più che mai è necessaria una voce autorevole più unita, coesa di fronte a problemi che non possono essere affrontati e governati con lo sguardo rivolto alla vecchia idea di Nazione. Lo conferma il processo di integrazione europea che da quasi 70 anni garantisce libertà ed opportunità di crescita agli Stati che ne fanno parte. L’Italia non può crescere se non cresce il Mezzogiorno: se c’è divario tra Nord e Sud si infrange la stessa Unità del Paese”.

Sull’autonomia differenziata, Lombardi ha sottolineato: “Quel progetto legislativo dell’Autonomia delle Regioni è preoccupante e conferma i pericoli di sostenibilità finanziaria e di iniquità tra i territori. Le aree interne meridionali, private delle risorse finanziarie destinate ai presidi scolastici, a presidi sanitari e alla stessa mobilità cancellano l’identità, la vocazione e la crescita del Mezzogiorno. Dobbiamo combattere e costruire l’Unità nelle opportunità e nelle capacità di far crescere il Sud e il Sannio”.

L’inquilino della Rocca ha ricordato come occorra lavorare per la pace “viviamo con l’incubo della Guerra, purtroppo da mesi ormai conviviamo con lo spettro della Terza Guerra Mondiale. E, nello spirito di quel 1946, oggi avvertiamo anche l’impegno a ricercare il vero benessere per le Nazioni consistente nell’individuare soluzioni condivise per difendere l’ambiente. Siamo italiani ed europei e abbiamo il dovere di costruire l’Europa, cioè l’Attore capace di proiettare pace, democrazia,  diritti, stabilità e sviluppo socio-economico nel Continente e nei Paesi vicini. Eredi di quegli uomini e di quelle donne che nel 1946 vollero un Paese nuovo, fondato sui principi della solidarietà e della comunità nazionale, dobbiamo oggi riconfermare quel lascito ideale, morale, civile nella nostra azione quotidiana”.

Al termine dei discorsi c’è stata la consegna delle tre Medaglie d’Onore e delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a persone che si sono particolarmente distinti e nell’esercizio dei loro doveri.

Ecco i premiati:

Commendatore
Floriana Maturi, viceprefetto in quiescenza;

Ufficiale
Enrico Calandro, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri; Michele Finelli, Stazione dell’Arma Carabinieri di Vitulano; Giovanni Carolla, Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Montesarchio; Gerardo Canfora, rettore dell’Università degli Studi del Sannio;

Cavaliere
Antonio Zarrillo, commissario della Polizia di Stato in quiescenza; Oreste Bruno, sostituto commissario coordinatore della Polizia di Stato in quiescenza; Giuseppe Vicerè, sostituto commissario della Polizia di Stato in quiescenza; Pellegrino Russo, insegnante di Musica Istituto Comprensivo Statale “Ilaria Alpi” di Montesarchio e maestro dell’Orchestra di Fiati dell’Associazione Culturale e Musicale “Giuseppe Verdi” di Montesarchio; Mario Caporaso, Comando 32° Stormo dell’Aeronautica Militare di Manfredonia; Ferdinando Creta, direttore artistico del Museo Arcos e già direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento.