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Benevento – Ore 23,30, il minuto nel quale scatta il coprifuoco a Benevento (è alle 23 ma c’è mezz’ora di tempo per tornare a casa), la soluzione adottata per contrastare il dilagare del coronavirus. Da quel momento in poi è fatto obbligo per tutti di ritornare a casa. E allora è venuta la curiosità di vedere che faccia ha la città quando ogni attività è chiusa e ogni avventore non c’è più. Uno scenario diverso da solito, una città silenziosa, si sente il rumore dei passi nel corso del tragitto all’interno delle zone rosse. Vicoli deserti, serrande abbassate, luci accese e strada bagnata. Il vociare e il passeggiare di prima non ci sono più: tutto in un istante, tutto velocemente e nel pieno rispetto. Beneventani promossi sotto questo punto di vista. Bocciatura per quanto riguarda i controlli per il semplice fatto che, nel corso della passeggiata, è stata incrociata una sola auto della Polizia lungo il Corso Garibaldi e niente più. Insomma, zone rosse senza presidio, senza checkpoint che possano fermare i trasgressori nei punti definiti nevralgici. Ci si preoccupa dei cittadini, di insegnargli a lavare le mani o dove appoggiare gli abiti, ma non si verifica che la condotta in strada venga rispettata. Un viaggio surreale in una città nella quale si è parlato spesso di movida, in alcuni casi a sproposito o per convenienza quando qualcosa non è andato nel verso giusto. La risposta sta tutta nel silenzio di una città che è andata a dormire presto. Proprio come era stato chiesto.