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Ha vinto il Sannio, alla fine. Ha vinto una terra che ha messo in campo un amore immenso per il Giro d’Italia e ha mostrato il vestito migliore di sè. Un fiume di passione incontenibile in ogni terra toccata dalla carovana di corridori che sono stati sospinto con passione e grandissimo rispetto. E’ bastato arrivare con largo anticipo all’arrivo per vedere già tante persone presenti negli angoli nei quali era possibile parcheggiare auto e camper. Bandiere di Pantani, scritte dedicate a Tiberi e Rubio, il sannita acquisito, i due eroi tanto attesi, e soprattutto la voglia di vedere un fenomeno come Pogačar con la rosa salire la rampa che portava fino a Bocca della Selva.

Tante persone, tanti bambini, il colore predominante era uno solo, chiamaramente. Giornata vissuta come una scampagnata all’inizio, tra tanti sapori e voglia di stare insieme. Poi, lasciate le coperte e i tavoli, si sono tutti assiepati lungo la strada per incitare praticamente tutti, fare foto e video, momenti da immortalare per un momento da ricordare.

Vittoria a Paret-Peintre che ha recuperato Tratnik alla fine. I big sono arrivati dopo e tutti insieme, la salita ha fatto selezione ma non troppo.

Resta negli occhi l’immagine meravigliosa di un Sannio fiero che ha risposto presente alla chiamata del Giro. Attraversamento ad Arpaia, il primo paese del Sannio toccato nella traversata. E da lì è stato un sali scendi continuo attraverso territori meravigliosi. Da Camposauro, passando per Cautano e Cacciano, Guardia Sanframondi, Cusano, Pietraroja e infine Bocca della Selva.

Sorride lo sloveno Pogačar alla consegna della maglia rosa, sorride il vincitore. Ha vinto il Sannio con i suoi sapori, i suoi colori e con la sua voglia di essere protagonista sempre.