Imu stellare, per il M5S la soluzione è la svolta: “Puc da rifare”

Imu stellare, per il M5S la soluzione è la svolta: “Puc da rifare”

Imu salatissima sulle aree fabbricabili: assemblea pubblica alla Rocca dei Rettori organizzata dal M5S

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Benevento – L’unica soluzione è la svolta. Per il Movimento Cinque Stelle non esistono alternative: la situazione di disagio che interessa numerosi cittadini beneventani, chiamati a pagare una Imu stellare per il valore spropositato attribuito alle aree fabbricabili, può essere superata soltanto attraverso una revisione urgente del Piano Urbanistico Comunale.

E’ questo il dato emerso dalla partecipata assemblea pubblica sul tema ‘Imu e Puc’ organizzata dal M5S del capoluogo e tenutasi questo pomeriggio alla Rocca dei Rettori.

Una questione nota da tempo, esplosa di recente con l’arrivo di cartelle esattoriali salatissime.

Proprio nella giornata di ieri, la prima risposta ufficiale della giunta Mastella, – rappresentata oggi in sala dall’assessore Antonio Reale – con la decisione di affidare al dirigente del Settore Urbanistica il compito di rideterminare il valore delle suddette aree in base a quanto stabilito dalla legge e in rapporto ai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, in modo da sottoporre tale rideterminazione al vaglio del Consiglio comunale, che ha competenza in suddetta materia.

Una strada “pericolosa” per i rappresentanti pentastellati a palazzo Mosti, Marianna Farese e Nicola Sguera, una scelta “inutile” per i tecnici intervenuti, Salvatore Zotti e Vittorio Giangregorio, entrambi di ‘area grillina’.

Proprio Zotti, già dirigente del settore Urbanistica del Comune e firmatario della delibera che nel 2013 determinava il Ruec, ha ripercorso le tappe della vicenda, indicando alcune possibili vie di uscita, legate alla decadenza di tutti i vincoli di esproprio (perché trascorsi cinque anni dall’entrata in vigore del Puc), al mancato aggiornamento del Piano (le cui previsioni in termini di crescita di popolazione e fabbisogno di vani si sono rivelate sballate), alla possibilità di richiedere un rimborso in casi di cambio della valutazione dell’area.

Soluzioni utili, magari, a sanare una parte consistente delle ingiustizie denunciate dai proprietari terrieri ma non ad archiviare ‘il caso’ una volta per tutte e per tutti.

Per i grillini, la strada maestra, anticipavamo nell’incipit, conduce alla revisione urgente del Piano Urbanistico Comunale.

A indicarla la rotta, Vittorio Giangregorio, architetto e attivista storico del Movimento Cinque Stelle, che ha portato con sé alla Rocca la cartina del Puc che da sei anni lo accompagna praticamente in tutte le iniziative pubbliche: “Perchè già dalla prima lettura – ha raccontato – era chiaro che l’unica cosa a crescere sarebbe stato il numero dei contenziosi tra cittadini e Comune”.

Occorre una variante al Puc ma prima di tutto serve un’idea di Città, perché dobbiamo capire che futuro immaginiamo per Benevento, e una analisi di contesto reale. Perchè il Piano – elettorale e inutilmente speculativo – voluto dal centrosinistra racconta una città che non solo non c’è oggi ma neanche ci poteva essere nel 2012, quando la crisi era già in atto ed era chiaro che non ci sarebbe stata alcuna reindustrializzazione da queste parti. E invece sognavamo l’Ikea e prevedevamo migliaia di case per lavoratori mai esistiti”.

E così il sogno è diventato incubo per tanti beneventani inseguiti oggi da cartelle esattoriali che soltanto una vincita al lotto potrebbe soddisfare.

Ma a furia di correre, finisci per stancarti: “Non ce la facciamo più. Veniteci incontro, dateci una mano” – la richiesta alla politica.


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