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Sulla questione acqua, Gesesa e referendum, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giovanni Picone.

“La proposta di referendum sulla gestione pubblica dell’acqua ha raccolto a Benevento circa 3.285 firme, che sono state consegnate al Segretario Generale del Comune di Benevento, alla quale è stata fatta una pressante richiesta per chiedere una rapida indizione referendaria sulla proposta popolare di gestione pubblica dell’acqua.
Di fatto tale proposta ha suscitato un elevato interesse e partecipazione da parte dei cittadini che si sono sentiti notevolmente coinvolti da questo tipo di iniziativa, anche perché è la prima volta che a Benevento si propone un’iniziativa referendaria a scala locale, su un tema cosi delicato e al contempo significativo per la vita della nostra comunità.
In contraddizione a quanto è stato fatto, il Comune di Benevento vorrebbe prorogare alla Gesesa S.p.A, il servizio idrico integrato, sino al 2050.
Ritengo che tale decisione sia inaccettabile e i componenti del Consiglio Comunale, non possonoprostrare la volontà di oltre 3.285 concittadini, e visto il contesto è diventato oramai ineluttabile
permettere a questi ultimi di esprimersi sulla tipologia del servizio che deve restare pubblico. A questo punto il Sindaco non può più ignorare l’iniziativa nata dal basso e che ha coinvolto diversi
attori a tutti i livelli (volontari, associazioni, parrocchie, consiglieri comunali, ecc.), che senza clamore si sono impegnati a raggiungere un elevato consenso di sottoscrizione, pur in assenza di una specifica regolamentazione municipale, oltretutto necessaria anche per lo svolgimento dello stesso referendum consultivo.
In conclusione, nelle more che il parlamento approvi il disegno di legge sull’acqua pubblica, il Sindaco Mastella invece di pensare alle scenografie illuminotecniche sponsorizzate dalla Gesesa S.p.A, abbia il coraggio e senta il dovere istituzionale di dare il dovuto spazio alla proposta popolare di gestione pubblica dell’acqua”.