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Una vendemmia elettorale con il comizio dei vini doc. E’ l’incipit della lettera aperta che Roberto Costanza ha indirizzato ai Presidenti delle Confederazioni Agricole.

Scrive Costanzo: “Cari Presidenti, converrete che  quest’anno  abbiamo assistito ad una campagna elettorale spesso influenzata o ubriacata dai vignaioli e dai tutori di vini DOC e IGP i quali, questi ultimi, tutti schierati intorno ad un tavolo, davanti alle telecamere, hanno platealmente polemizzato con il governatore De Luca. Anche in vostra rappresentanza…o in contrasto anche con Voi?

Quei presidenti dei cinque consorzi provinciali di tutela di vini DOC e IGP hanno difatti  denunciato “il silenzio assordante del Presidente De Luca…colpevole-a loro dire-di non volere ascoltare le esigenze degli attori della filiera vino…e non programmare azioni a difesa di un settore importante…” Quasi un comizio dei vini doc.

Potranno pure avere ragione e diritto di rammaricarsi, ma non sembra che spetti a loro il compito ed il potere di rappresentare in sede politico-istituzionale gli interessi economici degli imprenditori vitivinicoli. Il compito degli Organismi da loro diretti è di ben altra natura: “cura degli interessi connessi alla Denominazione di origine dei relativi vini” ( art. 1 dello statuto del Consorzio).

E’ evidente che la crisi del vino non si limiti agli aspetti riguardanti l’applicazione delle norme DOC e IGP; ed allora perchè tanto protagonismo dei responsabili di quelle strutture tecniche, a due settimane dalla scadenza elettorale regionale?

Potrebbe darsi che io stia commettendo l’ errore di credere che oggi ci si debba comportare come si faceva sessant’anni fa, all’epoca degli storici leaders agricoli sanniti: Mario Vetrone (Coldiretti),Vittorino Villani (Alleanza Contadini-CIA),  Alfredo Cotroneo (Confagricoltura). I quali leaders non avrebbero mai pensato di cedere poteri e funzioni sindacali delle rispettive Confederazioni ai collaterali organismi tecnici: come gli Enti di Bonifica, i Consorzi di Difesa da calamità, i Patronati sociali, le Casse Mutue Malattie, gli Istituti di formazione, ecc. Ma quei leaders, neanche ai partiti politici di comune ispirazione (DC, PCI, PSI, PLI) avrebbero mai ceduto o delegato le prerogative delle loro associazioni di categoria.

 All’ epoca capitava spesso che una stessa persona potesse assumere più ruoli – in campo sindacale o tecnico o politico – però quella persona non avrebbe dovuto mai confondere i differenti ruoli assunti, né esercitarli in sovrapposizione o commistione fra loro. Cosa certamente non facile.

50-60 anni fa  tra Coldiretti, CIA e Confagricoltura non era  facile creare momenti di condivisione e collaborazione, però Vetrone, Villani e Cotroneo sapevano trovare modi e tempi di reciproco rispetto e soprattutto sapevano controllare i relativi organismi collaterali per evitare che potessero decampare dalle rispettive funzioni o confondere la mansione tecnica con la missione sindacale. Forse anche la sovrapposizione tra mansione e missione ha contribuito a provocare l’attuale declassamento dei partiti politici. Tenetene conto.

Oggi, ad urne chiuse, è giunto il momento di aprire un tavolo politico – sindacale alla Regione per affrontare i problemi del vino, di tutto il vino: quello DOC – IGP e quello comune da tavola.

All’incontro con il Presidente De Luca e l’Assessore al ramo ci sarete certamente Voi, quali legittimi rappresentanti di tutto il mondo agricolo. In quella sede constaterete che De Luca, come al solito, non si lascerà sfuggire l’occasione di reagire al comizio dei presidenti dei consorzi dop con una sua sarcastica battuta. E così tutto potrà tornare al suo posto.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro”.