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Benevento – Un impegno al di fuori dell’orario scolastico, di grande valore etico e civile e di forte arricchimento culturale. Questa, in sostanza, l’esperienza vissuta oggi pomeriggio nel Nuovo Teatro Mulino Pacifico da 26 allievi della scuola media dell’Istituto Comprensivo Sant’Angelo a Sasso di Benevento, che hanno recitato e messo in scena lo spettacolo dal titolo “Le maschere della vergogna. La mafia rende brutti”, ispirato al lavoro dello scrittore Raffaele Sardo. La mafia vista dai ragazzi, una malattia che rende brutti anche alla vista.

Il fascino del teatro e della rappresentazione, unito al tema della lotta alle mafie sono stati i connotati di questa bellissima esperienza per i ragazzi nell’ambito di un progetto che ha visto in prima fila la dirigenza e i docenti dell’Istituto scolastico, il Coordinamento di Libera Benevento diretta da Michele Martino e il contributo della Fondazione Polis.

Questi tre Soggetti, legati da un’ intesa di testimonianza attiva di lotta alla mafia e alle mafie, hanno reso dunque un omaggio alle vittime della violenza e della prevaricazione ed hanno svolto un percorso di sensibilizzazione su tematiche afferenti al sociale, alla legalità, alla democrazia e alla cittadinanza attiva. Il progetto è nato per rendere innanzitutto omaggio  alla memoria del piccolo Domenico Gabriele, vittima innocente delle guerre delle bande mafiose; ma ambisce anche a far crescere una vera e forte cultura dell’antimafia.

Michele Martino ha sottolineato: “Le maschere della vergogna non sono ancora state abbattute se in questa provincia esistono ancora beni confiscati e non liberati”. Poi ha ammonito: “Il problema non è l’immigrazione ma la camorra che rallenta percorsi di sviluppo nei territori”. Altri temi sono stati oggetto di dibattito, come la mancanza di un campo da calcio a 5 a Capodimonte o il grave problema della viabilità nel Fortore.