Tempo di lettura: 3 minuti

Benevento – Il nuovo corso di Rete 4 è partito col botto e con una trasmissione che farà parlare di se per temi trattati, inchieste e ospiti di primo piano. La stretta attualità è al centro del format affidato alle sapienti mani di Gerardo Greco. Ieri è partito W l’Italia, programma che andrà in onda in prima serata ogni giovedì. Immigrazione, il crollo del ponte Morandi e Salvini sono stati i temi della prima parte. Dibattiti e scontri verbali. E in questo primo appuntamento c’è stato spazio anche per Clemente Mastella, sindaco di Benevento, in collegamento video. Con il primo cittadino sannita si è parlato della questione legata alla chiusura delle attività di domenica, delle regioni a statuto speciale e, soprattutto, della questione fondi dedicati alle periferie. Un punto di vista tanto importante quanto deciso. Dal servizio è emerso che gli italiani che lavorano di domenica sono 4,7 milioni. La clip spiega che si potrebbe tranquillamente lavorare di domenica se aumentasse la paga e invece aumentano solo le ore di lavoro.

Preferirei – inizia Mastella – che questa questione sia gestita dai sindaci e dai presidenti delle Regioni perché conoscono le esigenze del territorio e non da un Governo che è lontano dai cittadini”.

Chiamato in causa sulla questione musei, il sindaco di Benevento esprime un parere a largo raggio su una questione ben più ampia, i finanziamenti alle regioni. L’occasione gli si presenta quando si parla di Trento e del museo più caro d’Italia.

Una realtà come Trento penso che possa vivere e sostenersi da sola. L’Italia non può essere trattata come se fossero due diverse parti con i trentini virtuosi e i campani negligenti. Le Regioni autonome ricevono dei finanziamenti in misura massiccia e in un momento di grande difficoltà come questo, non è giusto per il resto dei territori italiani. Non si capisce perché ci siano regioni autonome, lo potevo capire prima, adesso no. A questo punto mi viene da dire che o tutte le regioni hanno lo stesso trattamento costituzionale oppure non ha senso che ciò esista”.

Sul finire della puntata ancora Mastella protagonista, tanto da essere lui a chiudere la trasmissione. Il primo cittadino sannita viene chiamato in causa da Di Pietro per un tema importante, quello dei fondi alle periferie e l’attacco al Governo è duro. Mastella rivendica il suo sdegno un decreto che lo colpirà in prima persona”.

Esistono delle realtà contadine che stentano in una zona, il Sud, che fa grande fatica. Personalmente, posso dire, che per quanto riguarda i ticket, sono costretto a usare amicizie per personale ospedaliero e volontari che facciano assistenza alle persone che non possono permettersi nulla, neanche le cure. Sono rimasto colpiti dalle dichiarazioni di Draghi che auspica un passaggio dalle parole ai fatti. Le cose in Italia vanno male e per questo, a prescindere dalla propria appartenenza partitica, bisogna fare il tifo per il governo in carica ma quando i sindaci affidano al governo un numero di firme per mutualità e finanziamenti per le periferie degradate e lo stesso governo manda tutto all’aria, allora la situazione cambia. Quando un cittadino stringe la mano a un altro cittadino e questo poi viene meno, allora è un farabutto. Io ho stretto la mano a Gentiloni che era al Governo quando sono arrivate queste firme mentre questo (governo, ndr) ha deciso di far saltare tutto. Uno stato farabutto non è accettabile come non è accettabile questa schifezza e latrocinio di togliere soldi a un’Italia in difficoltà che tale rimarrà fino a che si adottano decisioni del genere”.