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 “C’è stato un terremoto politico ma la nostra casa è ancora in piedi”. L’analisi del voto di Forza Italia si può riassumere nell’analogia con cui Clemente Mastella dà il via, nella sede elettorale di via Aldo Moro, alla conferenza stampa post elezioni.

Al suo fianco, seduti al tavolo, ci sono Sandra Lonardo, Fernando Errico, Vittorio Fucci. “Quelli dell’Udeur”, per dirla con le parole del sindaco di Benevento. “Senza le nostre truppe sarebbe stata una batosta”.

Invece no. “Forza Italia fa registrare nel Sannio una delle percentuali più alte d’Italia”. Resta un po’ di delusione, “da Benevento mi aspettavo qualche voto in più”, ma il vento non si ferma con le mani: “La gente ha votato il M5S anche in quei collegi maggioritari dove erano candidate le persone espulse da Di Maio. Significa che neanche leggevano i nomi sulla scheda”.

Un errore, quindi, per Mastella, personalizzare vittorie e sconfitte. “Vero che abbiamo perso, per una manciata di voti, a Ceppaloni. Ma abbiamo compensato con il successo nel paese di mio genero. La famiglia acquisita ha reso giustizia a quella naturale” – commenta con una battuta l’inquilino di palazzo Mosti.

Poi si torna a far sul serio. “Il voto è stata questione di ‘sentiment’, E il sentimento, si sa, ha ragioni che la ragione non conosce”. Politicamente, però, una spiegazione c’è: “Il crollo del Pd. Non è un caso se in Campania l’unico collegio elettorale vinto dal centrodestra è quello in cui il centrosinistra, con Alfieri, ha ottenuto il suo consenso più alto. Il punto è che il Pd non è stato proprio della partita, lasciando praterie al Movimento Cinque Stelle”.

Ciò non toglie che il dato percentuale dei grillini sorprende. “Non voglio far polemiche. Ma una considerazione lasciatemela: quando era la Dc a raggiungere simili risultati nel Mezzogiorno si diceva che erano i voti della criminalità”.

Quanto al futuro, passata la scossa, salvata la casa, non resta che ricostruire: “In questa campagna elettorale Forza Italia ha recuperato energie che sembravano perse. Penso a Vittorio Fucci ma anche a Mino Izzo. Deve esserci spazio per tutti. Ma il tema non si esaurisce nella classe dirigente. Dove sono i militanti? Sembra quasi che un partito esiste solo quando ci si candida a qualcosa. Non può funzionare così”.

E Nunzia De Girolamo? “Dispiace per lei. Sono momenti duri questi. Dovessi scriverle un telegramma utilizzerei le parole che altri non hanno usato per me quando l’escluso ero io. Detto questo, ho letto e ascoltato diverse cose in giro. Io con la sua esclusione dalle liste non c’entro nulla. Ho parlato solo con Berlusconi e solo di mia moglie Sandra, voluta capolista per ragioni che tutti voi conoscete”.

Ma un pensiero Mastella lo dedica anche “all’amico Sergio Mattarella”. “Non vorrei essere nei suoi panni. Anche perché gli tirano la giacchetta da tutte le parti. Una pressione fastidiosa quella esercitata sul Capo dello Stato. Il centrodestra dice di aver vinto, Di Maio pure. La verità, e lo dico da esponente di una delle due parti in causa, è che sono arrivati entrambi primi ma nessuno può sostenere di aver vinto“.

Di “risultato ottimo sul piano locale, motivo di orgoglio e vanto” parla anche Fernando Errico. “Il voto di protesta ha determinato una evidente situazione di squilibrio. Auspico al Movimento Cinque Stelle di mantenere tutti gli impegni presi con gli elettori in queste settimane. In caso contrario, saremmo dinanzi a una presa in giro colossale“.

Per Vittorio Fucci, infine, uno e soltanto uno è il dato politico: “Il centrodestra è davanti al Partito Democratico che pure detiene le leve del potere alla Provincia e alla Regione. Il risultato dei Cinque Stelle è patologico“.