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Cerreto Sannita (Bn) – Dopo l’ingresso in diocesi, il nuovo Vescovo alla guida di Cerreto Sannita-Sant’Agata de’ Goti e Telese Terme, Mons. Giuseppe Mazzafaro, ha voluto subito rivolgere un pensiero ed un augurio ai  tanti giovani che da domani inizieranno l’esame di maturità.

Carissimi ragazzi e cari giovani,
sabato 12 giugno, come nuovo Vescovo, ho fatto il mio ingresso in Diocesi, e oggi il mio cuore subito va a tutti voi che vi accingete agli Esami di Stato.
Nel territorio diocesano, complessivamente 861 studenti di scuola secondaria di primo grado e 736 studenti di secondaria di secondo grado affronteranno le prove di Esame.
A ciascuno di voi, uno ad uno, desidero rivolgere questo mio breve pensiero, per manifestarvi la mia vicinanza spirituale e il mio incoraggiamento, di fronte ad una prova importante nel vostro percorso di formazione e di vita.
La Scuola rappresenta non solo il tempo dello studio, dell’amicizia, ma anche il tempo della progressiva scoperta di sé, il tempo in cui soprattutto emergono domande profonde che abitano il proprio cuore. Chi sono? Cosa farò da grande…? Sono tra gli interrogativi più belli e più importanti. Il tempo della scuola è il tempo in cui incominciare a precisare un percorso di vita.
Vorrei che voi tutti abbiate a sentire la Chiesa e la comunità parrocchiale come amica e alleata del vostro impegno. La Chiesa sogna per voi un mondo giusto, umano dove ognuno trovi spazio e futuro.
So che alla vigilia di ogni esame si è colti dall’ansia. Non vi preoccupate! I vostri Insegnanti vi accompagneranno fino in fondo in questo percorso, adoperandosi affinché nessuno venga lasciato indietro. Avete certo vissuto un anno difficile, questo del lockdown, anno in cui insegnanti, la scuola tutta ha fatto lo sforzo enorme perché non fosse un anno vuoto e quindi perso. Ci si è dovuti inventare la didattica digitale, che non potrà mai sostituire la scuola in presenza, ma che è stata utilissima perché vi ha consentito di arrivare agli esami ormai vicini. Certo disagi e senso di smarrimento non sono mancati, ma si è difeso il legame tra la vostra vita e la scuola, legame che dà senso a tutto.

Mi permetto di rivolgere un saluto e un augurio ai vostri dirigenti, agli insegnanti e a tutto il personale della Scuola. Nel rispetto della laicità della Scuola, siate certi che le comunità cristiane sono sempre disponibili per i nostri amati ragazzi, nel rispetto di quelle modalità che competono a chi come voi è chiamato ogni giorno a saper fare scuola.
Abbiate a cuore i vostri ragazzi. La Chiesa vi è vicina in quest’opera, i ragazzi vostri studenti sono tutti nostri figli, a loro è affidato il nostro futuro, quello del mondo civile e quello della Chiesa. La scuola sia sempre non solo luogo di cultura e di apprendimento ma anche scuola di umanità e di pace.

A voi studenti dico: vivete la scuola come occasione e luogo per crescere in fraternità, per aprire il cuore alla vita e al suo mistero, per imparare ad essere protagonisti per l’edificazione di una società più giusta, più attenta a chi è fragile, più rispettosa dell’ambiente, di questo pianeta dove abitiamo, affidato alla nostra cura e custodia.
Spesso avete sentito dire che alla “sospirata” fine della pandemia, “niente sarà come prima”. E questo è verissimo perché tutto deve essere migliore di prima, combattendo solitudine ed emarginazione vivendo l’amicizia con tutti, senza distinzioni, pregiudizi, razzismo; imparando a difendere di più e meglio la nostra casa comune. Il Signore Gesù ha fiducia di voi giovani e la Chiesa crede in voi ed è pronta a scommettere su di voi!
A partire da voi c’è un futuro da costruire insieme vivendo nel presente, insieme allo studio, la cura degli altri,soprattutto di chi è più fragile e povero, lasciandosi guidare dall’amico vero e sincero della vita, il Signore Gesù. Se volete, mi piacerà esservi accanto in quest’opera di costruzione. Sarà questo l’esame che durerà per tutta la vita.
Quando verrò a visitare le vostre comunità mi farebbe piacere incontrarvi e conoscervi uno ad uno. Intanto vi giunga il mio saluto, la mia preghiera e la mia benedizione. Auguri di cuore, care ragazzi e cari ragazzi“.