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Con una lettera aperta, Alfredo Nazzaro – medico e politico, liberale e coordinatore nel Sannio delle ultime due campagne elettorali del governatore Vincenzo De Luca – spiega i motivi che lo hanno spinto a non rinnovare a Clemente Mastella il sostegno che invece gli diede alle elezioni del 2016. Scrive Nazzaro:

“Allora, caro Mastella, vedo che continui ad avere grande difficoltà a connetterti con la realtà e stabilire un legame concreto con la città.

Io sono stato, come ben ricorderai e come ricordano molti beneventani, uno di quelli che, nel 2016, ti ha votato e sostenuto convintamente, anche perché ritenevo il tuo antagonista inadatto a ricoprire il ruolo di sindaco. Trovarmelo a tuo sostegno, in queste settimane, mi rafforza nell’idea di aver avuto ragione su Raffaele Del Vecchio. Assunto ciò, questo non vuol dire automaticamente che io abbia avuto ragione a votarti e farti votare. La mia fu una scommessa sulle tue capacità di “accendere le luci” sulla città e svolgere il ruolo di ambasciatore di Benevento nel mondo. Speravo che avessi le capacità di volare alto anche se mi era chiara la tua inesperienza quale amministratore locale. Questo presupponeva una capacità di inclusione e di raccordo con le forze migliori della città, e la capacità, unita alla volontà, di mettere su una giunta adeguata a supportare le tue tante carenze. Mi dispiace dire che mi sono sbagliato in pieno.
E mi dispiace perché questo ha avuto un impatto negativo su Benevento, ed i beneventani. Quelli che ti hanno supportato in buona fede come me, devono avere il coraggio di chiedere scusa. Sin dall’inizio, invece di valorizzare persone di grande spessore, come Erminia Mazzoni, che tanto avrebbero potuto fare per te e per la città, hai iniziato una guerra di logoramento con la tua maggioranza, con i tuoi assessori (ne hai cambiato 9 in 5 anni, credo un record assoluto) e con chi ti stava vicino. Hai trasportato sul piano locale la tua teoria del “viandante politico” che si allea indifferentemente con la destra o con la sinistra al solo fine di lucrare qualche rendita di posizione finalizzata alla sopravvivenza politica, trascinando Benevento in questo rodeo. Avevi l’occasione di dimostrare che eri altro e ti sei impantanato in guerre tribali con la tua maggioranza, fino a definire i tuoi consiglieri “succhiaruote ed arraffa arraffa”, sfociate nello psicodramma delle dimissioni date e repentinamente ritirate. A proposito, sarebbe buona cosa se tu volessi spiegare alla Città di Benevento, cosa era successo e, soprattutto, perché li hai riconfermati in toto, candidandoli nelle tue liste. Dovresti avvertire il dovere morale di farlo per trasparenza, perché ti ricandidi con loro. Avevi l’occasione di dimostrare che eri veramente un numero uno e non uno scelto per caso nel 1976. L’hai sprecata. Questo resta ovviamente un problema tuo e se non lo avverti come tale è grave ma mi lascia indifferente. Quello che non ti è consentito, è sputare nel piatto dove mangi infangando la Città di Benevento. Se volessi infierire ti ricorderei che tu non vieni esattamente dal centro di New York ma io, a differenza tua, ho rispetto anche per l’ultimo dei borghi e non definirei mai “un cesso” una zona di una città.
A maggior ragione perché, se anche fosse vero, non è mortificando le persone che sono costrette a vivere in aree degradate che si dimostra la propria forza e capacità di governo. Quella la si dimostra riqualificando le zone critiche. Ti vanti di aver dato i numeri alle abitazioni di alcune contrade e di aver illuminato i monumenti grazie alle tue amicizie, che poi, non so se te ne rendi conto, è la certificazione della tua incapacità di accedere ad una programmazione istituzionale “normale” e lascia l’amministrazione in balia dei mecenati di turno. A proposito, i monumenti sono miseramente spenti, forse non te ne sei accorto. L’ascensore lascialo stare perché, come gran parte delle opere che hai concluso ed inaugurato, sono frutto della programmazione delle giunte guidate da Fausto Pepe. In ogni caso, mi sembra un bilancio magro, per cinque anni vissuti sullo slancio dei proclami roboanti. Hai avuto la tua ultima occasione, paradossalmente era l’occasione della vita arrivata quasi fuori tempo massimo, ma comunque l’hai avuta. L’hai sprecata e la certificazione l’hai sancita tu, con il caravanserraglio delle dieci liste e dei 300 candidati a supporto. Non importa da dove provenissero, ma questo per te resta un dettaglio, visto che il primo a non avere un legame con Benevento sei tu. Può sembrare una prova di forza ma tu per primo sai che è una manifestazione di debolezza.
Hai bisogno del traino delle liste e dei candidati, perché non hai una tua forza propria, e getti fumo negli occhi. Fai “ammuina”, come i soldati di Franceschiello perchè sai che perderai. Nel prossimo futuro, quando cercherai un responsabile di quanto avvenuto, ti basterà specchiarti. Queste considerazioni le dovevo a quella parte della Città, piccola o grande non lo so, ma nel 2016, non ti sembrava poca cosa, che ho indotto a votarti attraverso una presa di posizione chiara, netta e trasparente come è costume delle persone libere che non hanno bisogno di legittimazioni, qualsiasi esse siano, per schierarsi”.