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Benevento – Il consigliere comunale Italo Di Dio ha protocollato una interrogazione rivolta al sindaco Clemente Mastella sulle vicende che hanno visto coinvolto il dirigente Vincenzo Castracane.Premesso che – scrive nel testo il capogruppo di “Del Vecchio Sindaco” – il primo cittadino Clemente Mastella, in data 02-08-2016 con provvedimento n. 67746, assegnava con decorrenza immediata l’incarico di reggenza del settore Servizi al Cittadino al dipendente comunale architetto Vincenzo Castracane; il predetto provvedimento veniva emanato dopo l’avviso n. 65614 del 25/07/2016 che rendeva noto agli interessati che il Sindaco avrebbe posto in essere una procedura comparativa per il conferimento di incarichi di dirigente reggente presso lo stesso settore; in data 16 novembre 2016 il giornale online Sannio Report pubblicava la notizia che nell’anno 2015 veniva contestato a Castracane  di aver accumulato oltre 536 ore di assenza ingiustificata dal lavoro ravvisando a carico dello stesso violazioni dei doveri del lavoratore (di cui all’art. 23 del CCNL del 06/07/1995 ); che ciò nonostante in data 09/01/2017 con provv. N. 1599 il Sindaco provvedeva a confermare l’attribuzione delle funzioni dirigenziali del Settore Servizi al Cittadino allo stesso dipendente; che in data 31 ottobre 2017 la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento funzione pubblica – Ispettorato per la funzione pubblica con la nota n.  61893 P-4 .17.1.16.3 notificata al Segretario Comunale del Comune di Benevento chiedeva chiarimenti in merito a delle presunte assenze ingiustificate accertate nei confronti dell’architetto Castracane nell’anno 2015; che lo stesso Ispettorato in merito alle modalità di fruizione dei permessi brevi richiamava un parere dell’ARAN  del luglio 2013, nel quale veniva affermato che all’art. 20 del CCNL del 6/07/1995 è consentito al lavoratore di sospendere o interrompere l’attività lavorativa solo per brevi periodi di tempo (una o poche ore) e che in nessun caso le assenze possono essere superiori alla metà dell’orario di lavoro; sempre l’Ispettorato evidenziava inoltre nella nota che: l’eventuale fruizione di permessi deve sempre essere preventivamente richiesta ed autorizzata dal dirigente e non lasciati alla discrezione del dipendente e inoltre il termine per il recupero delle ore di assenza è stabilito nel mese successivo a quello di fruizione e nel caso contrario, l’ente deve procedere alla proporzionale decurtazione del trattamento economico oltre all’eventuale applicazione di sanzioni disciplinari”.

In seguito a tali considerazioni, Di Dio chiede di conoscere “l’elenco nominativo dei dipendenti comunali che hanno risposto all’avviso n. 65614 prendendo parte alla selezione in oggetto oltre all’architetto Castracane; se tra i partecipanti alla selezione risultavano dipendenti comunali che in passato avevano già ricoperto ruoli dirigenziali,  con quali qualifiche e, qualora vi fossero, quali motivazioni hanno determinato l’Amministrazione Comunale a non ritenerli idonei; quali sono stati i criteri utilizzati dall’Amministrazione nell’ambito della procedura comparativa in oggetto per l’attribuzione dei punteggi che hanno poi determinato il conferimento di incarico all’architetto Castracane considerato che lo stesso incarico, pur avendo natura fiduciaria,  deve comunque essere sottoposto ai principi di imparzialità, trasparenza e par condicio, ritenuti inderogabili anche nella fattispecie, in quanto derivanti da norme costituzionali (articolo 97, commi 2 e 4, Cost.) e da principi generali dell’ordinamento (articolo 1 comma 1, della legge 241/1990); le motivazioni per le quali i rilievi evidenziati dall’Ispettorato  per la funzione pubblica sulle responsabilità ed inadempienze individuate a carico dell’architetto Castracane già precedentemente diffuse dal giornale online Sannio Report in data 23 novembre 2016 e mai smentite dagli interessati, non sono state prese in considerazione dall’Amministrazione comunale in occasione del rinnovo della nomina avvenuta con successivo provvedimento del Sindaco in data 09 gennaio 2017 n. 1599; i provvedimenti che l’Amministrazione Comunale intende intraprendere nei confronti del dirigente Castracane alla luce dei rilievi mossi dall’Ispettorato della funzione pubblica, nonché da quanto previsto dall’art. 109 del TUEL (richiamato dall’art. 50 co.10 TUEL)  che stabilisce, nel caso di responsabilità particolarmente grave o reiterata la possibilità di revoca dall’incarico dirigenziale”.

Di Dio precisa altresì di non avere nulla contro il dipendente in questione (anzi, al contrario ne invoca la massima tutela come sempre ha fatto in passato in situazioni analoghe). “Mi dispiace che la sua vicenda sia finita nuovamente sotto i riflettori – l’esponente del Pdma se si è arrivati a questo punto è solo per l’arroganza e la protervia che contraddistingue l’Amministrazione che lo ha nominato. Pur essendo infatti a conoscenza di elementi che potevano far emergere condizioni di inopportunità, qualcuno ha preferito, come già accaduto in altre occasioni (vedi Staff sindacale), perseverare negli errori con forzature che poi inevitabilmente finiscono col danneggiare gli stessi lavoratori. Non ci si rende conto purtroppo, che l’istituzione non può essere gestita alla stregua dell’orticello di casa”.