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San Lorenzello (BN) – Di seguito una nota del vice sindaco di San Lorenzello, Alfredo Lavorgna, che interviene sulla questione dell’ex P.O. “Madonna delle Grazie” di Cerreto Sannita. 

Dopo pochi mesi di apparente miglioramento, la curva risale e siamo di nuovo nella bufera Covid-19.

E’ chiaro che questa è un’emergenza senza eguali nella storia recente e che ci ha colpito nel periodo più drammatico per la Sanità Nazionale e Campana, visto la politica degli ultimi anni che ha contribuito notevolmente alla sua distruzione con tagli continui alla sanità.

Questo periodo ha fatto emergere l’impoverimento del S.S.N., ci voleva una pandemia per capire che il sistema è collassato, che mancano strutture ospedaliere e territoriali adeguate, personale medico e attrezzature ed oggi in piena emergenza sanitaria sembra finalmente che i “tagli” daranno spazio a nuove assunzioni, incremento dei posti letto e l’acquisto di attrezzature volte a contrastare gli effetti del Covid-19.

Pensando al nostro territorio sannita, io in marzo ho creato un gruppo social per attirare l’attenzione dei vertici della sanità affinchè venisse rispettato l’art.32 della Costituzione Italiana che recita:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

In pochissimo tempo 5000 persone si sono unite nel gruppo in questa battaglia e per mesi abbiamo chiesto, pubblicato, discusso, voluto che il nostro ex Presidio Ospedaliero di Cerreto Sannita venisse riaperto per ridare speranza e voce ai tanti cittadini che hanno assistito alla chiusura delle Unità Operative Complesse nel lontano 2009.

A distanza di qualche mese qualche risposta si è avuta, infatti nel mese di settembre, pochi giorni prima delle Elezioni Regionali, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha annunciato la riapertura in ottobre dell’Ospedale di Comunità con il potenziamento di 30 operatori socio sanitari e 30 infermieri.

Per quanto mi riguarda ho sempre creduto nella riapertura dell’ex Presidio Ospedaliero di Cerreto Sannita a tal punto che annunciavo la creazione di un Comitato (in corso di registrazione) con l’intento di seguire le scelte della Sanità sul nostro territorio, di confronto per  avere una visione di insieme da parte degli amministratori e della politica locale.

A conferma di tutto ciò, in data 21.10.2020 ho  incontrato il D.G. dell’Asl Benevento Dott. Gennaro Volpe, il quale con grande spirito di collaborazione mi ha illustrato lo stato dell’arte, dandomi l’ottima notizia che l’ex Presidio Ospedaliero di Cerreto Sannita è pronto per l’apertura e finalmente si avrà una certa e affidabile assistenza territoriale, da troppo tempo lontana dai cittadini.

Il Direttore ha asserito la necessità di “avviare con urgenza un deciso rilancio dei Distretti, luogo ideale per porre in continuità intelligente epidemiologia e prevenzione, cure giuste nei luoghi e tempi giusti”. Le Usca e nuovi team di cure domiciliari inseriti in più forti Distretti dotati di strumenti tecnologici possono potenziare le cure domiciliari e residenziali, alternative al ricovero in ospedale.

 Il valore del ‘sistema territorio’ non può più essere ignorato – ha detto Gennaro Volpe, soprattutto ora che la pandemia da Sars Cov 2 ha evidenziato che un sistema ospedalocentrico fallisce se non è affiancato da un territorio ‘forte’. Questo evidente bisogno di sanità territoriale ha fatto luce sull’esigenza di disporre di una ‘regia’ complessiva, unitaria, quindi di un’organizzazione territoriale all’altezza dello scenario.

Si aprirà l’Ospedale di Comunità con 16 posti letto, l’Hospice con 7 posti letto, una gastroenterologia e odontostomatologia tecnologicamente avanzata, tutte attività che permetteranno di realizzare un vero filtro territoriale con conseguenziale sgravio per agli altri  ospedali della Provincia. Per l’inizio dei lavori è in corso il reclutamento di personale infermieristico e degli OSS,  purtroppo ad oggi solo poche persone hanno accettato l’incarico, il Direttore assicura che continuerà a scorrere la graduatoria in modo da poter inaugurare al più presto tutte le attività  previste, compatibilmente con le esigenze che si verranno a determinare con il diffondersi dell’ epidemia.

Valorizzare il Distretto comporta l’assegnazione di nuovi più precisi mandati, ossia “più strumenti, risorse e opportunità di intervento, di coordinamento nella prevenzione, nell’assistenza domiciliare e residenziale, in quella ambulatoriale generalista e specialistica”. Il Distretto nel suo insieme, “deve essere dotato, attraverso i previsti ampliamenti dei Fondi attrezzatura e connessioni tecnologiche, adeguati alla realizzazione di forme di telemedicina, teleconsulto, telecontrollo. Potranno così assicurare ovunque cure domiciliari e residenziali di maggiore, elevata qualità, continuative nella presa in carico; follow-up, più solidi e coordinati con gli specialisti, basati sull’irrinunciabile nursing pivot delle situazioni di fragilità; cure pronte ad arricchirsi di valenze riabilitative, di educazione ed empowerment/valorizzazione, abili nel riequilibrarsi con le cure informali del contesto familiare e territoriale”.

Urge realizzare una completa informatizzazione dei servizi territoriali, con l’uso di piattaforme integrate per la gestione pro-attiva dei malati cronici, mediante la verifica a distanza (video-telefonica) delle condizioni di salute dell’assistito, per intercettare precocemente gli aggravamenti ed offrire ai pazienti il supporto continuativo dell’ascolto e dell’educazione terapeutica, dell’aderenza alle terapie e dell’eventuale insorgenza di eventi avversi. Sono essenziali per il telemonitoraggio: la cartella informatizzata individuale, accessibile a tutti gli attori di cura (del territorio, anche informali, e necessariamente dell’ospedale); i dispositivi per il controllo in remoto di parametri vitali ed ambientali; i software che registrano le prestazioni erogate, ormai già tariffate in alcune Regioni, e che danno accesso a tutti i data base epidemiologici (indispensabili per seguire l’andamento dell’epidemia)”.

Ringrazio personalmente il Direttore generale per l’incontro anche a nome dei cittadini che rappresento e credo che porteremo avanti una fattiva collaborazione ai fini di un costante miglioramento“.