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Telese Terme (Bn) – Persone clinicamente guarite dal Covid-19, ma che continuano a subire gli strascichi della malattia. All’IstitutoMaugeri‘ di Telese Terme, da diversi mesi, gli specialisti del reparto di Pneumologia Riabilitativa del primario Mauro Maniscalco e del reparto di Cardiologia riabilitativa del dott. Pasquale Ambrosino, curano e raccolgono dati sui pazienti definiti “Long Covid“. 

Questa particolare patologia (colpisce circa il 60% dei pazienti) si manifesta anche su chi ha contratto il virus in forma meno grave. Una riabilitazione con esercizi fisici mirati contribuisce, nella maggior parte dei casi, a ridurre il tempo di recupero per un ritorno alla vita normale.

Le telecamere del Tg3, nel programma di approfondimento “Fuori TG”, hanno condotto gli spettatori all’Istituto “Maugeri” di Telese Terme, dove, un gruppo di specialisti, sta conducendo degli importanti studi sulle cause che determinano questa particolare patologia nei pazienti. Il gruppo di ricercatori della “Maugeri” ha applicato una tecnica che misura la capacità dei vasi sanguigni di reagire agli stimoli esterni, provocando un’ischemia temporanea dell’arteria del braccio, ostacolando la circolazione del sangue. Una volta liberato il flusso, si vede come reagiscono i vasi sanguigni.

Lo studio condotto dal ricercatore, dott. Pasquale Ambrosino, rivela che, nei pazienti che hanno avuto infezione da Covid-19, la reazione dei vasi sanguigni è più “pigra“. La situazione, con il passare dei mesi, si ristabilisce, ma è bene tenerla sotto controllo.

Non tutti i pazienti, ma una buona parte di essi e soprattutto i maschi, possono andare incontro a questo problema“, spiega il Primario del reparto di Cardiologia dott. Mauro Maniscalco. “Si tratta di circa il 50-60% dei pazienti che hanno questa riduzione di risposta vasodilatatrice ad uno stimolo ischemico indotto dalla compressione dell’arteria. È un meccanismo di difesa, un riflesso molto importante dell’organismo. Questo è un fenomeno, nella maggior parte dei casi, reversibile col tempo“.

Stiamo portando avanti degli studi – prosegue Maniscalcoin cui adottiamo una riabilitazione di tipo mirato con esercizi fisici di tipo aerobico. Rispetto ai pazienti non riabilitati osserviamo che guariscono prima da questa patologia“, conclude il Primario Mauro Maniscalco.