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Benevento – Di seguito una nota stampa di Francesca Pedicini, candidata al consiglio regionale con Fratelli d’Italia, sul tema dei rifiuti .

Negli ultimi mesi, quasi come per magia, la provincia di Benevento è stata invasa da numerose richieste d’autorizzazione per la realizzazione di impianti per il trattamento dell’umido. L’ultima in ordine di tempo riguarda la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica nell’agglomerato ASI di Ponte Valentino, che straordinariamente ha visto la concessione del via libera da parte del Comitato Direttivo dell’ASI stessa, nonostante pochi mesi prima si era espresso in maniera contraria per un altro impianto nella zona ASI di San
Giovanni, tra i comuni di San Nicola Manfredi e San Giorgio del Sannio.
Premesso che, resta il mio parere favorevole sulla realizzazione degli impianti per il trattamento dei rifiuti, sono convinta che l’unica strada percorribile è quella della chiusura del ciclo integrato provinciale dei rifiuti.
Risulta però difficilmente comprensibile la capacità totale dell’impianto proposto nella zona di Ponte Valentino, pari a 110.000 tonnellate, circa quattro volte il quantitativo massimo dei rifiuti prodotti nella provincia di Benevento.
Dietro la spropositata portata dell’impianto si nasconde la volontà dell’amministrazione regionale deluchiana, con la complicità degli attori provinciali e l’omertà del sindaco del comune capoluogo, di trasformare l’agglomerato industriale di Ponte Valentino in un vero e proprio “monnezzaro” al servizio del napoli-salerno centrismo.
La provincia di Benevento ed in particolare l’area industriale di Ponte Valentino ed in comuni di Paduli e Sant’Arcangelo Trimonte, hanno già pagato negli anni, vedendo innalzarsi “massicci collinari” per contenere montagne di rifiuti frutto delle varie emergenze susseguitesi negli anni. Ora è arrivato il momento di programmare un piano integrato per la gestione dei rifiuti, lasciando da parte gli interessi “a fase alterna” dei singoli soggetti politici, tenendo conto che quell’area industriale è fortemente caratterizzata dalla presenza di talune eccellenze dell’industria alimentare e cerealicola, e da molteplici coltivazioni di pregio agroalimentare.
Il bene comune va perseguito seguendo la logica del fabbisogno provinciale e non oltre, soprattutto perché sarebbe poco opportuno chiedere ai cittadini sanniti un ulteriore sacrificio a danno delle aree interne e a beneficio di Napoli e Salerno.
La tutela dell’ambiente deve essere un’assoluta priorità nella programmazione degli interventi futuri, il Sannio non può assolutamente continuare ad essere considerato terra di confine da deturpare. Solo con l’impegno e le competenze si può raggiungere la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti sul piano provinciale, determinando l’autosufficienza dei 78 comuni, a vantaggio dei soli cittadini sanniti.
Pertanto resta incomprensibile e preoccupante il silenzio della politica locale (ad eccezione del consigliere provinciale Ruggiero) che lascia presagire un atteggiamento di complicità e asservimento verso la classe dirigente regionale a discapito, ancora una volta, del Sannio e dei sanniti“.